Grazia Barcellona
Lodi, 25 gennaio 2026
(Francesco Carrubba) Mentre l’ultimo film del regista premio Oscar Paolo Sorrentino La Grazia è al cinema, anche nel Lodigiano, a essere protagonista oggi è un'altra Grazia, cioè la storia di Grazia Barcellona, classe 1929, nata a Milano, raccontata in un libro di Federica Seneghini e Marco Giani che si intitola solo Grazia e che narra le vicende di chi è stata campionessa italiana di pattinaggio sul ghiaccio e prima pattinatrice azzurra in una gara individuale alle Olimpiadi.
Il volume si intitola semplicemente Grazia e gli autori lo hanno presentato oggi nel Salone Sandro Pertini in viale Pavia 28 a Lodi, in dialogo con Alice Vergnaghi.
Questa donna è un simbolo di resilienza. Nell'Italia del 1938, e quindi durante il ventennio fascista, Grazia Barcellona cerca di alimentare il proprio talento nel pattinaggio artistico tra le difficoltà del contesto storico e alcune barriere patriarcali. Una vicenda che acquista ancora più forza alla vigilia delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026.
A quel tempo la guerra, i bombardamenti, gli sfollamenti, la Resistenza e la Liberazione hanno attraversato le vite di molte persone. Questa è una storia vera in cui lo sport rappresenta un’importante forma di emancipazione femminile.
Ettore Archinti,mfamoos scultore Lodigiano della prima metà del novecento, è colui che iniziò Grazia al pattinaggio, incoraggiando un percorso straordinario, che ha visto questa donna e atleta rappresentare il nostro Paese ai Giochi Olimpici Invernali di St. Moritz nel 1948 e proprio ad Archinti è dedicato un museo in città.