Crema, 06 febbraio 2026

(Annalisa Andreini) Tempo di Chisulì.

Parliamo delle golose frittelline tonde, tipiche della tradizione cremasca, che per tutto il mese di febbraio faranno bella mostra nelle vetrine di pasticcerie e panetterie. E anche qualche ristorante, più fuori città per la verità, le inserisce fra le proposte dei dessert.

L’ipotesi della loro origine e della loro frequenza a Crema e nel territorio durante il periodo del Carnevale( tutte le massaie li hanno preparati da sempre) è sicuramente legata a Venezia, come per altri piatti tipici, tra cui il tortello cremasco.

Tant’è che le frìtole alla veneziana, che rappresentano il dolce tipico della città sull’acqua fin dal Seicento, sono molto simili, come forma e sapore, ai chisulì cremaschi e ai chisöi bergamaschi. Basta infatti, andare oltre il confine della provincia di Cremona, dopo Capralba, per ritrovare le stesse frittelle ma con un nome dialettale diverso.

Le frìtole veneziane prevedono, tra gli ingredienti, grappa e uvetta ammollata e i chisulì cremaschi nella loro versione originale contengono, anch’essi, l’uvetta. A volte ci si aggiunge anche un goccio di Rum e alcune spezie, come la cannella( e anche qui il legame con i traffici veneziani è molto forte).

Poi, ovviamente, ci sono tutte le varianti: con le mela, la crema pasticcera e le alternative.

Il pasticcere Roberto Denti, in via XX Settembre, propone i chisulì vuoti, alla mela, uvetta, crema pasticcera e la novità 2026 con i frutti di bosco.

Non è l’unica news di quest’anno: Denti ha anche lanciato con successo i tortelli ripieni( ovviamente dolci): la medesima pastella della frittella, prima fritta e poi passata in forno, racchiude un ripieno di confettura di albicocca, crema alla nocciola e pistacchio.

Un’aria tradizionale si respira anche in via Matteotti e in via Mazzini. 

Il pasticcere Leonardo Radaelli propone, come sempre, i chisulì dal duplice sentore mela e cannella oppure uvetta e Rum, oltre alle castagnole( una frolla a forma rotonda, aromatizzata al limone) e ai tortelli tipici alla milanese, fritti, da riempire al momento.

Poco più avanti, Le Bontà del Borgo presentano vassoi colmi di chisulì alla mela e all’uvetta e bignè fritti con crema o cioccolato. 

Anche la pasticceria Grello, poco distante, sfoggia le frittelle tonde con uvetta, mela e vuote da riempire con crema pasticcera.

Fuori dal centro tante sono ancora le frittelle in bella mostra.

In piazza Marconi la giovane pasticciera Elisa Tomasini di Dolci Torte ha avuto un’idea simpatica: i chisulì da passaggio.

Una dolce poke con un mix di chisulì (classici, alla crema pasticcera, al pistacchio e al cioccolato): si chiude il coperchio, arricchito da una frase simpatica, e si possono mangiare mentre si cammina.

Il pasticcere Antonio Samanni, in viale Indipendenza, da sempre prepara i suoi tortelli alla crema, con una ricetta speciale molto apprezzata dai suoi clienti. 

Infine, anche il nuovo laboratorio Dolce Sentire di Paola Tagliati, in via Fratelli Bandiera, nel primo weekend di Carnevale lancerà i chisulì al forno secondo una ricetta custodita nel cuore. 

Andando oltre le pasticcerie anche la Casa dei Ravioli( in via Giuseppe Verdi), specializzata nella classica pasta fresca, in questo periodo carnevalesco si dedica anche alla frittura dei tipici chisulì cremaschi.

Alcuni ristoranti del territorio, infine, hanno inserito le classiche frittelline tonde nel menu dei dolci.

Tra questi l’Area 51 a Chieve, in cui la storica cuoca Pia Gobbato ha preparato i veri chisulì della tradizione( le mitiche frittelle di Pia) mentre nella Trattoria Rosetta di Capergnanica il pasticcere ha sorpreso( e sorprenderà) gli ospiti tra tradizione e innovazione.