Campagnola Cremasca, 29 gennaio 2026
(Annalisa Andreini) In città, si sa, è tutto più semplice ma in un piccolo paese di campagna per fare la differenza bisogna essere bravi.
Entrando nel locale “La fortuna cucina dinamica” a Campagnola Cremasca sembra, per un attimo, di vivere un’atmosfera diversa dal solito perché non vengono solo serviti piatti, ma anche descritti con passione e gentilezza dal patron Luca Mariani e dal figlio Filippo.
Nella cucina, a vista, lo chef Simone Livraghi (presente da 13 anni) coordina la sua squadra con eleganza e serietà.
Un ristorante, che in 37 anni di attività, ha creduto fortemente non solo in un grande progetto di restyling architettonico, curato nei dettagli (alcuni molto simpatici come il poggiaposate), ma anche di stile e proposte culinarie studiate ad hoc.
Fiducia nella creatività e professionalità, estetica e accoglienza, che hanno consentito la presenza nella Guida Michelin dal 2018.
La Fortuna ha riaperto il 10 gennaio dopo la breve pausa di fine anno (una scelta ben precisa che il titolare attua da sempre nei confronti della brigata di sala e cucina) con la formula del business lunch, dal lunedì al venerdì, mentre nel weekend la scelta è tra la carta e i menu degustazione, una sorta di percorso sensoriale, ricercato e invitante: tre proposte di fine dining con due menu da 7 portate e un menu da 5 portate (4 salate e un dessert) consultabili sul sito del locale.
Due note interessanti: le proposte della pausa pranzo comprendono acqua, caffè e anche il dolce( un unicum nel panorama cremasco, una piccola coccola), secondo una scelta che risale a maggio 2021 e il grande successo della prima serata degustativa presentata in questo freddo gennaio: un menu dedicato al tartufo bianco del Piemonte, che ha conquistato tutti con il suo tocco personale.
L’aria che si respira e che traspare nei piatti( il pesce è sempre molto presente come pure il famoso gazpacho) è indubbiamente moderna e in divenire( dinamica appunto, come il nome scelto) ma c’è anche attenzione al territorio, a quel pizzico di tradizione che piace e anche al km zero( quando lo chef utilizza alcune delle verdure coltivate poco distante, in una piccola azienda agricola di Capralba). Sono quei piccoli gesti che sanno raccontare alcuni piatti, come la trippa, la polenta concia e i tortelli cremaschi, di cui si occupa l’altra anima dei fornelli, Sonia, moglie di Luca.
Un elogio a Crema con un un connubio ben calibrato tra dolce e salato tra le note suadenti del burro.