Don Natale Grassi Scalvini
Cremasco, 06 settembre 2026
23 ª Domenica ordinaria anno A
La Parola: Ez 33,1.7-9 Sal 94 Rm 13,8-10 Mt 18,15-20
Dal Vangelo secondo Matteo Mt 18,15-20
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va' e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo. In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d'accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».
Parola del Signore.
(Don Natale Grassi Scalvini) Non ho mai partecipato a nessuna G.M.G. (Giornata della gioventù) a livello planetario ma solo a quelle diocesane che si alternavano di anno in anno. Tanti miei amici, sacerdoti e tanti giovani han vissuto questi incontri con entusiasmo e grandi frutti di fede, quindi spero che anche qualcuno dei miei affezionati lettori abbia avuto la fortuna di godere di tutte le straordinarie esperienze che si potevano appunto sperimentare in occasione di questi grandi raduni di giovani.
Non è certo per giustificare questa mia personale mancanza di esperienza ma stando alle parole di Gesù per poterlo incontrare e godere della sua amicizia basta molto meno delle folle oceaniche che Giovanni Paolo II sapeva radunare. Anche se sicuramente il vivere alcuni momenti di fede intensa con migliaia o addirittura milioni di amici ha un valore emotivo incomparabile, per quanto riguarda un cammino di fede personale e profondo e la certezza di essere amici del Signore si può certamente provare anche con numeri molto più piccoli, addirittura il Signore parla di due o tre, proprio quelli che possono capitare a volte anche nelle nostre messe feriali in parrocchia.
Con questo non voglio scoraggiare la vostra partecipazione alle messe feriali perché tanto bastano già i cinque o sei che ci sono, anzi ogni presenza in più è bene accetta non solo dai presenti, per vivere in comunità l’evento della Eucarestia, ma soprattutto dal Signore che vorrebbe stare con ciascuno di noi ogni giorno, ogni momento.
In effetti penso che il riferirsi a numeri così piccoli, due o tre, voglia proprio indicare che pur di stare in mezzo a noi, con noi e in noi, lui si accontenta di poco, basta ritrovarsi nel suo nome e lui è presente.
Se davvero son così minime le grandezze delle pretese del Signore non abbiamo più alcuna scusa. Non solo per quanto riguarda le nostre celebrazioni o incontri in chiesa ma anche per la nostra vita quotidiana in tutte le nostre famiglie, anche composte da pochi membri e anche per gli anziani soli, basta infatti andare a far loro visita, scambiando anche solo due parole o facendo un piccolo servizio e diventiamo subito insieme a loro degni di accogliere e riconoscere il Figlio di Dio in mezzo a noi. La grazia di poter vivere praticamente sempre alla presenza del nostro Signore non deve spaventarci anche se siamo consapevoli del nostro peccato che ci rende spesso incapaci non solo di riconoscerlo presente ma soprattutto di corrispondere con pensieri, parole e opere degne della sua partecipazione alle nostre vicende quotidiane.
Non dobbiamo assolutamente sentirci lontani da lui perché abbiamo sbagliato, perché sappiamo che per qualsiasi colpa che commettiamo nei confronti dei nostri fratelli basta un sincero pentimento e abbiamo la certezza di un completo perdono, sia da parte dei fratelli e ancor di più da parte del nostro Padre celeste misericordioso. Quindi non preoccupiamoci tanto del nostro peccato e dei nostri sbagli quanto piuttosto di operare bene, con giustizia, carità e disponibilità verso tutti i fratelli per meritarci un giorno la pienezza della gioia nel regno di Dio Padre.