Crema News - A ognuno la sua croce Don Natale Grassi Scalvini

Cremasco, 30 agosto 2026

22 ª Domenica ordinaria anno A

 La Parola: ​Ger 20,7-9  Sal 62  Rm 12,1-2 Mt 16,21-27

 Dal Vangelo secondo Matteo Mt 16,21-27

 In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!». Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».

Parola del Signore.

 

(Don Natale Grassi Scalvini) Credo che a nessuno piacciano quelle persone che non sanno essere oggettive nei giudizi e nelle valutazioni per le quali tutto è sempre e solo negativo e sbagliato, specialmente quello fatto da una opposta fazione politica oppure è tutto e solo giusto senza errori e compiuto sempre al meglio, e questo capita magari a qualche innamorato incapace di valutare pregi e difetti dell’amata. 

Dobbiamo riconoscere che invece Gesù in questo è fin troppo bravo ed esplicito. Pochi istanti prima ha elogiato Pietro, affidandogli addirittura la fondazione della sua amata Chiesa, e subito dopo, senza alcuna remissione o tentennamento, lo chiama addirittura Satana, sottolineando la sua attuale completa incomprensione del mistero della storia della Salvezza. 

Noi certamente siamo molto avvantaggiati rispetto all’apostolo, conoscendo già molto bene tutti gli avvenimenti che riguardano il piano di salvezza predisposto da Dio Padre e compiuto in piena obbedienza dal Figlio e ci sembra quasi strano che proprio lui non abbia capito subito il senso della offerta della vita del Signore Gesù. Ma forse possiamo pensare proprio il contrario e cioè che in realtà Pietro abbia capito tutto davvero molto bene, compreso soprattutto il fatto che se la strada scelta dal Signore per compiere la salvezza dell’umanità è la croce questa sarebbe poi diventata la via normale e quotidiana di qualsiasi seguace di Cristo e quindi proprio per questa l’abbia un po’ rifiutata. Ed in effetti subito le parole del Maestro tolgono ogni dubbio: chi vuol essere mio discepolo deve prendere la croce. 

Siamo noi allora quelli che fanno più fatica a comprendere la realtà delle parole del Signore. Pur avendo ascoltato tante volte queste sue indicazioni così chiare ed esplicite cerchiamo sempre di aggiustare le sue richieste, per noi così forti ed esigenti, con il buon senso comune e con le misure umane un po’ più vicine alla nostra debolezza e semplicità, in modo da poterci arrivare senza troppo sforzo e soprattutto sofferenza.

Sappiamo bene che non si tratta di raggiungere i livelli della croce di Gesù e neanche dei grandi Santi Martiri di cui è ricca la storia della Chiesa, ma che almeno sappiamo trovare anche nelle avversità quotidiane della vita, la strade per riconoscere il modo giusto di amare Dio senza fuggire di fronte alle nostre responsabilità.

Quando troviamo qualche difficoltà e incomprensione nella vita non dobbiamo arrenderci, magari incolpando Dio che non ci vuole bene e ci mette alla prova, ma cercare subito in questo momento e in questa vicenda, l’occasione per affrontare e assumere con decisione la croce che ci viene offerta non come un ostacolo da superare sulla via della salvezza, ma come uno strumento privilegiato per realizzare il progetto che Dio ha su ciascuno di noi. Anche perché poi il nostro Salvatore non fa mistero delle conseguenze positive per chi accetta di seguire la via difficile della croce. Quindi le promesse son davvero grandi e certamente superiori a quelle che potrebbero essere le nostre aspettative umane. Proprio per questo non dobbiamo temere di mettere tutto nelle mani del Signore della croce, impegnandoci a seguirne l’esempio e lo stile di vita, anche nelle situazioni ora tanto diverse dalla sua croce ma sempre capaci di ricordare il significato di offerta della nostra vita, chiamati anche noi a offrire tutto agli altri perché tutti possano incontrare l’amore di Dio presente nella loro vita e nella storia attuale degli uomini.