Don Natale Grassi Scalvini
Cremasco, 09 agosto, 2026
19 ª Domenica ordinaria anno A
La Parola: 1Re 19,9.11-13 Sal 84 Rm 9,1-5 Mt 14,22-33
Dal Vangelo secondo Matteo Mt 14,22-33
Dopo che la folla ebbe mangiato, subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».
Parola del Signore.
(Don Natale Grassi Scalvini) In questi giorni di calura quando alla mattina spira qualche piccolo soffio di vento ci sentiamo tutti incoraggiati a sperare che duri tutto il giorno e che porti un po’ di fresco. Purtroppo sappiamo tutti che non avviene così e già per mezzogiorno superiamo ogni giorno i tenta gradi e non si sente più un alito di vento. Noi comunque non associamo mai questo buon vento mattutino all’intervento divino mentre gli apostoli sembrano quasi stregati dalla capacità di Gesù di calmare il vento.
Il Signore ha appena sfamato una moltitudine di persone, si è messo a camminare sull’acqua chiamando anche Pietro a condividere questa esperienza straordinaria eppure solo dopo che si calma il vento gli apostoli esclamano in coro la loro fede nel Figlio di Dio presente in mezzo a loro.
Noi diremmo che il vento poteva cessare in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo meteorologico, invece loro interpretano questo piccolo segno, per noi così casuale e ordinario, come il sigillo definitivo sulla profonda essenza divina del loro maestro.
Certamente possiamo pensare che in realtà arrivano a questa esplicita e convinta affermazione di fede tenendo presente tutto quello che Gesù ha detto e fatto nei giorni precedenti ma ci stupisce ugualmente questa capacità degli apostoli di saper vedere oltre la realtà e di sapere interpretare sempre di più come manifestazione della potenza di Dio gli avvenimenti con cui si rivela anche in piccoli e incerti segni per noi quotidiani e non certo divini. Questo non significa che dobbiamo metterci a lodare Dio cantando alleluia ad alta voce per ogni soffio di vento che sentiamo, ma certamente gli apostoli ci richiamano oggi, con il loro comportamento, ad avere più attenzione e capacità di ascolto dei segni della presenza di Dio in mezzo a noi, senza aspettare sempre e per forza solo fatti meravigliosi ed eccezionali.
Son salito ieri sulla cima dell’Antelao, il re delle Dolomiti e dopo cinque ore di fatica in vetta ho trovato tanta nebbia e quindi nessun magnifico spettacolo o panorama da vedere e filmare godendo, come tante altre volte mi è successo, nel riconoscere la mano di Dio nelle bellissime realtà della creazione. Eppure i segni della sua presenza erano li, se non altro perché, nonostante le pessime previsioni locali, in realtà non è caduta neanche una goccia di pioggia, il che avrebbe reso l’escursione particolarmente impegnativa e pericolosa.
Cerchiamo allora, come gli apostoli. i segni di Dio nella nostra quotidianità lasciandoci toccare dalla sua presenza o almeno proviamo a leggere oltre le cose materiali che ci circondano, e con le quali tante volte crediamo di riempirci la vita di gioia purtroppo effimera e superficiale, e impegniamoci nella ricerca di valori e significati spirituali che danno più senso, valore e gioia a ogni momento della nostra vita. Proviamo a pensare come siamo solleciti e pronti a invocare Dio ogni volta che qualcosa non quadra o non va secondo i nostri desideri.
Dovremmo essere altrettanto bravi nel cercare piuttosto di saper riconoscere nelle semplici gioie della vita di ogni giorno, anche in questo periodo di ferie o di viaggi, la sua presenza di Padre amorevole che senza gesti eclatanti e forzature, rende sereni e felici tanti giorni della nostra vita anche quando ci sembra di essere provati nel fisico o nello spirito da eventi e situazioni cariche di dubbi o sofferenze.
Non possiamo far finta di niente e sentirci sempre allegri e gaudenti come i buontemponi che ricercano solo il divertimento, ma non cadiamo nella tristezza di chi si sente solo e abbandonato anche da Dio perché ogni tanto ci sentiamo toccati dal male o dalla cattiveria. Poniamo in Dio la nostra speranza e alleniamo i nostri occhi e la nostra mente a riconoscere le piccole e grandi opere della sua provvidenza nella nostra vita.