Offanengo, 27 agosto 2026
Gent. direttore.
"Vorrei segnalare la situazione che alcune famiglie, sono costrette a sopportare da una decina di giorni, senza che nessuno faccia niente. A causa dell'incendio avvenuto presso la cascina Tirone , di Offanengo, a tutt'oggi nelle nostre abitazioni provengono miasmi fortissimi, che hanno impregnato totalmente gli ambienti e causano bruciore agli occhi e alle vie respiratorie, senso di svenimento, nausea e malessere generale.
Abbiamo chiamato le forze dell'ordine e il comune, ma pare che nessuno sia intenzionato a fare nulla e che la situazione potrebbe protrarsi per settimane, dato che la procedura adottata prevede di fare raffreddare gradualmente il fieno. Da quel che ci risulta, nessuna ordinanza è stata emessa, neppure per invitare a tenere serrate le finestre. Non è chiaro se l'Arpa sia effettivamente intervenuta e se possa essere assicurata l'assenza di rischi per la salute di chi abita nei pressi dell'azienda. Io , personalmente, ho un bimbo piccolo e sono molto preoccupata. Ho scritto al comune ma sono stato ignorata e le forze dell'ordine dicono di avere le mani legate. Mi chiedo se stiano aspettando che qualcuno possa finire al pronto soccorso, prima e decidersi ad intervenire in maniera più efficace.
Grazie per la vostra attenzione.
P.S.: Mi pare assurda che la procedura di lasciare il fieno a "raffreddare" per settimane, nelle vicinanze di diverse abitazioni, possa essere l'unica soluzione.
Lettera firmata
(Dir) Ieri sera sono usciti ancora i vigili del fuoco per raffreddare di nuovo il fieno steso sui campi. Confermo che la puzza arriva fino a Castelnuovo quando l'aria (poca) tira da quella parte.
La risposta del vice sindaco di Offanengo Daniel Bressan
Ho letto la lettera pubblicata sugli odori dell'incendio alla cascina Tirone e comprendo il disagio e la preoccupazione espressi dalla cittadina, soprattutto quando in famiglia è presente un bambino piccolo.
Credo però sia necessario chiarire alcuni aspetti e correggere un'affermazione che non corrisponde alla realtà: non è vero che «nessuno sta facendo niente».
Dall'incendio del 18 agosto la situazione è stata seguita dai vigili del fuoco, intervenuti fin dalle prime ore dell'evento e successivamente in più occasioni. La polizia locale sta inoltre monitorando la situazione attraverso diverse verifiche puntuali, anche rispetto alle modalità con cui stanno procedendo le operazioni sul materiale interessato dall'incendio.
Il Comune ha inoltre contattato Arpa, che, sulla base degli elementi rappresentati, ha confermato di non ritenere problematiche le esalazioni legate a questa fase e ha ritenuto corretta la procedura che si sta seguendo.
È importante infatti spiegare cosa sta concretamente accadendo.
Il materiale coinvolto nell'incendio, costituito principalmente da fieno e paglia, a seguito del rogo deve essere gestito come rifiuto: non può quindi essere semplicemente interrato, ma dovrà essere rimosso e avviato a gestione fuori sito.
Per poter essere caricato, trasportato e gestito altrove deve però essere sufficientemente raffreddato da consentirne la movimentazione in condizioni di sicurezza. Il raffreddamento è inoltre una fase fondamentale proprio per prevenire nuovi fenomeni di autoaccensione e possibili riprese del rogo.
Proprio per la natura del materiale coinvolto, eventi di questo tipo possono avere conseguenze che si protraggono anche per diverse settimane. Non significa che l'incendio continui per settimane o che non si stia intervenendo: significa che il materiale può richiedere tempo per raffreddarsi completamente e raggiungere condizioni che ne consentano la movimentazione, il trasporto e la successiva gestione in sicurezza.
Proprio ieri sera, a seguito di ulteriori segnalazioni, sono intervenuti nuovamente i vigili del fuoco (riferito sopra, ndd). Ero personalmente presente durante il loro intervento e hanno effettuato ancora una volta le verifiche del caso.
È legittimo segnalare un problema, chiedere spiegazioni ed essere prudenti. Allo stesso tempo dobbiamo essere consapevoli che le conseguenze di un incendio di queste dimensioni non possono materialmente scomparire da un giorno all'altro e che, in alcuni casi, possono essere necessarie anche diverse settimane prima che il materiale possa essere completamente gestito in condizioni di sicurezza.
Comprendo perfettamente che tutto questo non elimini il disagio di chi vive nelle abitazioni maggiormente interessate ma un conto però è rappresentare un disagio reale, sul quale è giusto mantenere alta l'attenzione; altro è affermare che nessuno stia facendo nulla o che si stia aspettando che qualcuno finisca al pronto soccorso.
Il disagio esiste e nessuno intende negarlo o minimizzarlo. Ma siamo di fronte alle conseguenze di un evento grave ed eccezionale, non a una situazione ordinaria che qualcuno ha deciso di ignorare. Credo che questo richieda attenzione e controlli da parte di chi ha responsabilità, ma anche comprensione e buonsenso da parte di tutti.