Dal territorio, 13 febbraio 2026

(Annalisa Andreini)  Le chiacchiere: simbolo del Carnevale e della golosità prima della Quaresima.

Rappresentano indubbiamente il dolce tipico del Carnevale, con diversi nomi a seconda della regione di appartenenza (frappe, bugie, guanti, galani, cenci) e anche nel cremasco sono sempre state realizzate.

Da dove deriva il nome “chiacchiera”? 

Si presume proprio da un’allegra chiacchierata tra la regina Margherita, il cuoco di corte napoletano Raffaele Esposito e alcuni ospiti.

Ma c’è chi pensa abbiano avuto origine già durante i Saturnali al tempo degli antichi Romani: si mangiavano dei dolci fritti nel grasso del maiale.

Ora invece la tendenza è di prepararli in una versione più light, sia nell’utilizzo del grasso scelto, sia prediligendo la cottura in forno, al posto della tradizionale frittura.

Alcuni panettieri e pasticceri cremaschi hanno dichiarato di prepararle anche senza lo zucchero a velo in superficie, vista la crescente richiesta.


Ingredienti 

500 gr di farina 

2 uova 

80 gr di zucchero( meglio se zucchero a velo)

100 gr di burro fuso (oppure 60 ml di olio di girasole) 

30 ml di grappa bianca( o vino bianco o bollicine o liquore Strega per un tocco più cremasco)

una grattugiata di limone bio( si può aggiungere anche un’arancia grattugiata)

un pizzico di sale 

Olio di arachidi per friggere ( deve raggiungere la temperatura di 160 gradi).

Per la cottura in forno statico: dieci minuti a 180 gradi.

Zucchero a velo( a piacere) per decorarle in superficie (si può anche utilizzare il cioccolato fondente fuso, sciolto a bagnomaria e poi cosparso sulle chiacchiere).

L’impasto deve riposare in frigorifero per almeno un’ora prima di essere steso.