Crema News - Dal territorio - Ucciso nei campi, indagini più lunghe

Pieve Fissiraga, 16 gennaio 2026

(Andrea Biraghi) Le indagini sull’omicidio del 21enne marocchino trovato morto nelle campagne tra Pieve Fissiraga e Villanova del Sillaro si allungano. È saltato il giudizio immediato richiesto dalla Procura di Lodi: scaduti i termini dei sei mesi previsti dalla legge, l’inchiesta proseguirà ora con il rito ordinario (o a quello abbreviato), rendendo necessari ulteriori approfondimenti prima di arrivare a un processo.

La vittima è Mohamed Kaoukeb Raji, 21 anni, di origine marocchina. Il suo corpo era stato trovato nel tardo pomeriggio del 28 giugno 2025, intorno alle 17.30, in un campo di mais nei pressi della cascina Mongiardino, lungo la strada provinciale 188, non lontano dall’autostrada A1. L’allarme era stato dato da un agricoltore. Secondo gli accertamenti medico-legali, il giovane sarebbe stato ucciso tra il 26 e il 27 giugno con un colpo di fucile al torace.

L’area in cui è avvenuto l’omicidio è nota da tempo alle forze dell’ordine come zona di spaccio, un contesto che ha indirizzato fin da subito le indagini verso l’ipotesi di un regolamento di conti legato al controllo del territorio. Raji, senza fissa dimora e con precedenti per reati legati agli stupefacenti, gravitava tra il Nord Italia e l’Abruzzo.

Nei giorni successivi al ritrovamento del cadavere, un 24enne marocchino, cugino della vittima, si era presentato in procura accompagnato dal proprio avvocato, sostenendo di trovarsi altrove al momento del delitto. L’uomo era stato fermato e sottoposto a misura cautelare, ma ha sempre negato ogni responsabilità. A suo carico restano le dichiarazioni di alcuni testimoni che riferiscono di averlo visto sparare, elementi che però necessitano di ulteriori riscontri.

Uno dei nodi principali dell’inchiesta riguarda gli accertamenti tecnici: il fucile utilizzato per l’omicidio non è mai stato trovato e le analisi sui telefoni cellulari hanno richiesto tempi più lunghi del previsto, anche a causa di problemi tecnici emersi durante le copie forensi di alcuni dispositivi. Proprio questi approfondimenti hanno contribuito allo slittamento delle tempistiche e al mancato rispetto dei termini per il giudizio immediato.

Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, Raji si trovava nei campi insieme a un’altra persona non identificata quando sarebbe stato raggiunto dai suoi aggressori. La procura di Lodi, coordinata dal pubblico ministero Martina Parisi, continua a lavorare su balistica, tabulati telefonici, testimonianze e frequentazioni della vittima nelle ore precedenti alla morte.

Nel frattempo, il caso continua a pesare sul territorio. Le campagne tra Pieve Fissiraga, Villanova del Sillaro e Massalengo restano al centro dell’attenzione per il problema cronico dello spaccio, più volte segnalato anche dagli amministratori locali. Un contesto che fa da sfondo a un omicidio ancora lontano da una piena ricostruzione e che ora richiederà tempi più lunghi per arrivare a una verità processuale.