Vailate, 17 febbraio 2026
(Gianluca Maestri) In una casa di riposo la pet therapy, la terapia con gli animali da affezione, è molto più di una semplice attività ricreativa. È uno strumento educativo, relazionale ed emotivo di grande valore. Lo sanno bene alla Fondazione Ospedale Caimi Onlus dove anche quest’anno, ed è il terzo, viene riproposto il progetto di pet therapy BMyfriend.
Sostenuta da Silvana Armani, benefattrice del Caimi, l’attuazione del progetto è affidata ancora una volta ad Arianna Mossali e Lorena Airò, consulenti relazionali del benessere animale e umano, con i loro cani Ozzy, Tabata, Mabeleth e Daisy che si alternano negli incontri, una decina. Coordina il tutto Elisa Vida, educatrice del servizio socio-educativo della Fondazione con il supporto dei volontari che operano al Caimi.
Il contatto con l’animale stimola negli anziani emozioni positive, ricordi e senso di responsabilità. Molti ospiti hanno avuto animali durante la loro vita, e rivedere un cane o accarezzarlo riattiva memorie profonde, rafforza l’identità personale e favorisce il dialogo. Nelle persone con demenza, ad esempio, l’animale diventa un mediatore relazionale: facilita il contatto, crea un clima sereno e abbassa le difese emotive.
Inoltre, la pet therapy contribuisce al benessere globale della persona: non lavora solo sull’aspetto sanitario, ma su quello affettivo, sociale e psicologico, che in una casa di riposo è fondamentale quanto la cura fisica.
E per la prima volta Bmyfriend diventa relatore di convegno. Martedì prossimo, alle 21, il Caimi ospiterà una serata aperta a tutti con Arianna Mossali che interverrà sul tema “Capirsi senza parole. Come la relazione a 4 zampe trasforma il benessere fisico ed emotivo”.