Crema News - Agnadello - Area mercatale flop L'area mercatale di via Moroncina

Agnadello, 16 gennaio 2026

(Gianluca Maestri) Comune Democratico, il gruppo di minoranza consiliare formato da Giovanni Calderara e Giuseppe Maffioletti, ne è convinto: la spostamento del mercato settimanale nella nuova area opportunamente adattata di via Moroncina voluto dall’amministrazione del sindaco Samarati con tanto di agevolazioni per gli ambulanti in merito al pagamento del canone per l’occupazione del suolo pubblico, si sta rivelando un fallimento.

Da qui l’interrogazione presentata dai due consiglieri, con richiesta di inserimento all’ordine del giorno della prossima seduta del consiglio comunale, su che cosa il primo cittadino intenda fare nei prossimi mesi per il mercato.

“Allo stato dei fatti, ovvero a cavallo tra la fine 2025 e l’inizio 2026 – si legge nell’interrogazione, - la situazione che si è venuta a creare è la seguente: nessun espositore presente lunedì 12 gennaio 2026; nessun espositore presente lunedì 5 gennaio 2026; due espositori presenti lunedì 29 dicembre 2025; nessun espositore presente lunedì 22 dicembre 2025. Nessuna di queste assenze può essere attribuita al maltempo o ad eventi ostativi alla presenza dei mercanti”.

Poi la raffica di domande: “È lecito supporre che il nuovo mercato abbia funzionato temporaneamente, solo in funzione dell’azzeramento del canone di occupazione del suolo pubblico? È ancora convinto, signor sindaco, di aver portato a termine, dopo cinque anni di preparazione burocratica dell’evento ed una serie di affermazioni politiche tendenti a magnificare l’iniziativa, un’operazione utile al paese ed alle casse comunali oppure si è finalmente reso conto di aver imboccato la strada di un fallimento annunciato, ignorando i nostri inviti a cambiare direzione a lei rivolti fin dall’inizio della vicenda? È ancora convinto che bastasse ridurre il canone per convincere gli espositori ad accettare, contro la loro iniziale volontà, di trasferirsi da una zona all’altra del paese, riducendo la visibilità del mercato ed escludendo le possibilità di vendita a clienti in transito sulla strada provinciale? È ancora convinto di aver usato aggettivi appropriati nella descrizione della forzata ricollocazione del mercato, oppure ritiene che il fallimentare esito della sua imposizione sia colpa dei gufi (più o meno così li aveva definiti) che avevano, fin troppo facilmente, previsto l’esito della vicenda che lei non è stato in grado di prevedere? Se non è bastata la riduzione del canone per trattenere gli espositori assegnatari come pensa ora di risolvere la questione? Intende prorogare perennemente l’azzeramento del canone, come ha fatto per il 2025, alla faccia degli esercenti pubblici locali che pagano regolarmente il dovuto per i loro tavolini esterni oppure ritrasferire il mercato nella sua precedente sede?”.