Crema News - Crema - Fratelli d'Italia e Lega all'attacco sul ponte Il ponte di via Cadorna (quando si passava)

 Crema, 02 luglio 2026

Sul tema del ponte provvisorio sul fiume Serio intervengono le minoranze.

“Chiederemo la convocazione di un consiglio comunale aperto per spiegare ai cremaschi l'iter e soprattutto i tempi della realizzazione”.

Lo afferma il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia: “Dall’inizio del suo mandato nel 2022 – spiega il capogruppo Giovanni De Grazia – il sindaco Fabio Bergamaschi non ha voluto pensare a come risolvere l'ammaloramento progressivo del ponte, sperando che la situazione non degenerasse, cosa che invece è puntualmente avvenuta. La situazione attuale è frutto di una mancata manutenzione, come affermò l’allora sopraintendente Barucca. Come gruppo consigliare, già a gennaio 2024 avevamo posto quesiti precisi sui tempi della manutenzione del ponte, su come risolvere le problematiche dei quartieri coinvolti, sui ristori per le attività commerciali penalizzate dalla chiusura, su quale viabilità alternativa potesse essere messa in atto. Nessuna risposta dall'amministrazione, che ora invece deve illustrare il cronoprogramma in maniera precisa a tutti i cittadini”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Andrea Bergamaschini (Lega): "Il centrodestra chiede il ponte provvisorio da quattro anni in corrispondenza di via Cadorna. Oggi, il comune arriva tardi, dopo aver lasciato la città nel caos. E’ una soluzione indispensabile per garantire la continuità della viabilità e per limitare i pesanti disagi a cittadini, lavoratori, imprese e attività commerciali”. Il capogruppo leghista aggiunge: “Apprendiamo che il comune ha finalmente compreso l'importanza dell'opera. Tuttavia, è impossibile non evidenziare come questa apertura arrivi con gravissimo ritardo, quando ormai la situazione della viabilità cittadina è diventata emergenziale e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Ci chiediamo cosa accadrà con la riapertura delle scuole, se già nel periodo estivo la viabilità è fortemente compromessa. Ancora una volta emerge l'assenza di una visione complessiva della mobilità cittadina. Sono mancate una programmazione efficace dei cantieri, un piano viabilistico alternativo realmente funzionale e una valutazione preventiva dell'impatto che la chiusura del ponte avrebbe avuto sull'intero sistema della mobilità urbana”.