Rivolta d’Adda, 22 settembre 2026

(Gianluca Maestri) Il recente cambio alla presidenza della Fondazione Santa Maria della Misericordia e Berinzaghi, l’ex Eca, con l’avvicendamento fra la dimissionaria Rossella Bianchi, rimasta in carica meno di due mesi e il suo successore Massimo Cagna è, secondo la minoranza consiliare di Rivolta Dinamica: “Una crisi che non può essere minimizzata poiché costituisce il segnale evidente di una governance che nel giro di pochi mesi non è stata in grado di garantire quella stabilità e quella continuità che erano state indicate come obiettivi prioritari al momento delle nomine”.

“I fatti dimostrano – spiega Marianna Patrini, consigliera comunale di Rivolta Dinamica - che la scelta iniziale del gruppo di maggioranza Rivoltiamo Pagina non ha garantito all'ente la stabilità annunciata. Una situazione che rafforza le perplessità che Rivolta Dinamica aveva espresso fin dall'inizio rispetto a nomine che sono apparse più orientate a logiche di appartenenza politico-partitica che alla costruzione di una governance solida, autorevole e duratura. La successiva nomina di Massimo Cagna, cui rivolgiamo l'augurio di buon lavoro, alla presidenza rappresenta ora un passaggio importante per ristabilire condizioni di serenità e continuità nell'azione della Fondazione. Come Rivolta Dinamica, riteniamo però doveroso evidenziare che quanto accaduto conferma le perplessità espresse fin dall'inizio rispetto alle scelte operate dalla maggioranza, perplessità nate già al momento delle nomine, quando si è scelto di non garantire una rappresentanza qualificata delle minoranze in entrambe le Fondazioni, privilegiando invece una distribuzione degli incarichi tutta interna agli equilibri della maggioranza. Una decisione, quella di Rivoltiamo Pagina, che ha anteposto logiche politiche e di appartenenza all'obiettivo principale: assicurare agli enti una governance solida, competente e orientata esclusivamente all'interesse della comunità. Le Fondazioni –conclude la Patrini- non possono diventare il terreno su cui perseguire equilibri politici, logiche di appartenenza o compensazioni interne ai partiti. La comunità merita competenza e risultati, non esperimenti condotti sulla pelle degli enti che ne tutelano il patrimonio sociale”.

Il sindaco Fabio Calvi non intende replicare.