Il castello e, nei riquadri, Francesco Vanazzi e Luigi Galimberti
Pandino, 05 gennaio 2026
(Gianluca Maestri) Con il voto favorevole della maggioranza di centrodestra e quello contrario della minoranza di Uniamo Pandino il consiglio comunale ha approvato a fine 2025 il bilancio di previsione 2026-2028.
In breve, Imu e addizionale Irpef, che sono già ai massimi o quasi, restano tali mentre sul fronte delle opere pubbliche si punterà sulle manutenzioni finalizzate ad ottenere le certificazioni antincendio per le scuole e la sistemazione di via Umberto I e sulla conclusione della nuova scuola dell’infanzia, da collaudare entro giugno.
Presentato dall’assessore di competenza Francesco Vanazzi, questo bilancio riflette il difficile momento che gli enti locali stanno attraversando fra incremento delle spese (su tutte, quella per il sociale, salite alle stelle negli ultimi anni), introiti da oneri di urbanizzazione che scarseggiano e spending review obbligata in un periodo in cui, per dirla con il vicesindaco Riccardo Bosa, “Cerchiamo di dare i servizi essenziali e di cogliere le occasioni ogni qualvolta si presentano”.
In risposta ad un appunto mosso dalla consigliera di minoranza Eliana Curti (“Non c’è un piano d’investimenti chiaro, manca una visione lungimirante”) Bosa ha anche detto che “Siamo ad un punto tale di stasi dei bilanci comunali che fare un programma con risorse proprie del comune pensando di investire somme che vadano oltre la normale amministrazione non è possibile, soprattutto considerando gli altissimi costi di gestione”.
Per il capogruppo di Uniamo Pandino Luigi Galimberti “Questo bilancio - ha detto - è invotabile, con errori ed incongruenze macroscopiche”.
Per la capogruppo di maggioranza Claudia Cerioli invece: “In questo bilancio sono ben rappresentate le attività realizzabili in base a quanto previsto nel nostro programma elettorale”.