Crema News - Crema - Ponte, sovrapponte, ponte provvisorio La due pile sulle quali poggia il ponte

Crema, 15 luglio 2026

(Dario Dolci) Ponte provvisorio sì, ponte provvisorio no.

Pure il centrodestra sfoglia la margherita, con posizioni diverse. Ieri l’altro, Forza Italia ha convocato una conferenza stampa per dire che il ponte provvisorio sarebbero soldi buttati e che occorre fare subito i lavori al ponte di via Cadorna, visto che durerebbero solo 6 o 7 mesi.

Oggi, Noi Moderati, attraverso il coordinatore cittadino Enzo Bettinelli (architetto) e il consigliere comunale Simone Beretta, sostiene il contrario: “Il ponte provvisorio sul Serio è indispensabile per mitigare i gravi disagi viabilistici e economici causati dalla chiusura a tempo indeterminato del ponte di via Cadorna. La struttura provvisoria serve a garantire un'alternativa per attraversare il fiume e evitare il collasso della viabilità cittadina fino al completamento dei lavori di riqualificazione”. 

Gli esponenti Moderati ricordano il piano d'azione illustrato dal sindaco Fabio Bergamaschi, che prevede entro ottobre un sovrapponte a senso unico in ingresso in città per ovviare all'emergenza immediata e poi un ponte provvisorio realizzato nei pressi della passerella Bettinelli, da via Cremona a via IV Novembre, previsto tra la primavera e l'estate del 2027. A seguire, sistemazione del manufatto di via Cadorna con avvio entro l’estate del 2027 e interventi strutturali della durata totale di sette mesi. Per i primi 4 mesi ci sarà la chiusura totale, poi 3 mesi a senso unico alternato.

“Se queste dovessero davvero essere le tempistiche per la sistemazione del vecchio ponte e se si potesse partire subito coi lavori – affermano Bettinelli e Beretta - avrebbe ragione Forza Italia. Nella realtà, le cose stanno in maniera ben diversa. Ci sono ancora diversi passaggi prima di poter assegnare i lavori del ponte e dubitiamo che una volta iniziati possano concludersi in sette mesi, stima estremamente ottimistica e, all'atto pratico, non credibile. La tempistica si scontra con la complessa realtà tecnica e burocratica dei lavori pubblici. Il ponte poi, è una struttura storica tutelata dalla Soprintendenza: qualsiasi imprevisto durante lo scavo rischia di bloccare il cantiere. Inoltre, i costi del progetto sono già lievitati oltre i 5,2 milioni di euro stimati. Le varianti in corso d'opera, piuttosto probabili vista la complessità del lavoro, porteranno a nuove spese da coprire, con dilatazione dei tempi di esecuzione”.

Anche l’installazione di un sovrapponte metallico, secondo Noi Moderati, non è un’operazione a zero rischi: “È una soluzione d'emergenza che risponde a precisi vincoli tecnici e strutturali. Il principio cardine è quello di non gravare sulle parti ammalorate dell'attuale impalcato stradale, mentre il sindaco afferma che l'infrastruttura metallica poggerà direttamente sulle pile verticali in alveo e sulle spalle del vecchio ponte. Ma se proprio poco tempo fa è stata richiesta un’indagine per verificare la resistenza delle pile centrali (costo stimato 50mila euro), cosa è accaduto nel frattempo per giustificare che oggi siano ancora solide e in grado di supportare anche i nuovi carichi verticali?”.

Bettinelli e Beretta, infine, sollevano perplessità sulle rampe di accesso al sovrapponte: “I progettisti tendono a mantenersi su una pendenza compresa tra il 5% e il 6%; all'atto pratico la rampa dovrà svilupparsi longitudinalmente per circa 25 metri su ciascun lato del ponte. Come la mettiamo con gli innesti laterali e le proprietà adiacenti?”.