Crema, 14 luglio 2026

“Il ponte provvisorio sul Serio andava realizzato prima di chiudere quello di via Cadorna. Averlo pronto tra un anno non serve. A questo punto, visto che gli attuali amministratori comunali hanno detto che con l’ultimo progetto bastano 6 o 7 mesi per fare i lavori, che partano subito e si eviti di buttare soldi”.

A esprimere questa posizione è Forza Italia, che nel tardo pomeriggio di ieri ha convocato una conferenza stampa tenuta da Alessandro Mirelli, Laura Zanibelli, Bruno Paggi e Alfonso Amatruda.

“Attendiamo i progetti già richiesti di quanto ha annunciato il sindaco Fabio Bergamaschi, per avere tempi e costi certi. La manifestazione di interesse sarebbe dovuta partire a aprile. A oggi non lo è ancora. Ci aspettiamo che nella prossima variazione di bilancio vengano chiaramente individuare le risorse necessarie per realizzare quanto illustrato dal sindaco”.

Alla proposta ha fatto seguito un commento politico: “La chiusura del ponte di via Cadorna rappresenta uno dei più gravi esempi di incapacità amministrativa che Crema abbia conosciuto negli ultimi anni. Migliaia di cittadini, lavoratori, studenti, famiglie e attività economiche stanno pagando il prezzo di una gestione superficiale, priva di programmazione e completamente incapace di prevenire una situazione che era nota da tempo, in particolare al sindaco, già assessore ai Lavori pubblici. Da anni Forza Italia proponeva soluzioni concrete: la realizzazione di un ponte provvisorio, interventi su una viabilità alternativa, programmata prima che si arrivasse all’emergenza, un sistema di trasporto gratuito per persone anziane e quei cittadini maggiormente penalizzati. Ogni proposta è stata sistematicamente respinta, anche in tempi recenti. Il sindaco aveva dichiarato che un ponte provvisorio non avrebbe risolto i problemi della viabilità. Ci è stato detto che l' opera di riqualificazione sarebbe stata realizzata in tempi brevi. Oggi la realtà racconta una storia completamente diversa. Quello che fino a ieri veniva definito inutile, oggi diventa improvvisamente indispensabile. Quello che veniva liquidato come irrealizzabile, oggi viene presentato come soluzione” .

La chiusura sono due quesiti: “C'è stata una conferenza dei servizi? Cosa manca per avviare il processo di gara d’appalto?”.