Crema News - Crema - De Grazia estromesso dal direttivo provinciale Giovanni De Grazia

Crema, 02 giugno 2026

Giovanni De Grazia, capogruppo di Fratelli d'Italia in consiglio comunale e ex coordinatore cittadino del partito, non fa più parte del direttivo provinciale. A estrometterlo è stato Marcello Ventura, presidente dello stesso direttivo. Identica sorte è toccata anche a Marco Micolo, assessore alla cultura del comune di Casalmaggiore. Il motivo del provvedimento è da ricondursi al fatto che il cremasco De Grazia e il casalese Micolo avevano firmato il documento di dissenso in merito all’alleanza di FdI con il Pd, che di recente ha portato all’elezione a presidente di Padania Acque di Matteo Romagnoli. Dissenso soprattutto sul metodo adottato.

Ventura ha potuto estromettere i due consiglieri in quanto entrambi erano stati nominati direttamente da lui stesso, come consente il regolamento del partito. La motivazione è stata quella di voler fare una riorganizzazione del coordinamento provinciale, ma la lettura che è stata data del provvedimento va a ricondursi inevitabilmente alla vicenda di Padania Acque, che ha creato forti dissapori interni a FdI. Allargando una frattura che esiste da tempo e che a Crema sta bloccando di fatto la scelta del candidato sindaco del centrodestra per le elezioni amministrative del 2027.

Se un tavolo di confronto tra le forze di centrodestra non è ancora stato convocato è principalmente a causa della scarsa intesa (usando un eufemismo) in FdI tra la componente cremonese e quella cremasca. Il nome di Daniel Segre come possibile candidato sindaco, che era stato tirato fuori due mesi fa con il gradimento della Lega e di FdI è finora rimasto sospeso, nonostante il diretto interessato si stia muovendo informalmente e autonomamente per capire nella coalizione di centrodestra chi sarebbe disposto a sostenerlo con convinzione.

De Grazia ha così commentato il provvedimento di Ventura: “La mia estromissione dal coordinamento provinciale è un se-gnale politico devastante, non tanto per il sottoscritto, ma per il partito a Crema. La mia militanza politica ha sempre dimostrato che mai sono stato attaccato alle poltrone, anzi. L’utilizzo della parola riorganizzazione per giustificare la mia sostituzione è un affronto all’intelligenza di chiunque. La motivazione vera è il mio non allineamento alle dinamiche che avvengono da tempo in provincia, non ultimo l' accordo contro natura sulle nomine di Padania Acque, concordate e sostenute con il Pd. La nostra leader, Giorgia Meloni, ha sempre tracciato una linea chiara: mai accordi con il Pd. A Cremona qualcuno ha fatto il contrario e questo è gravissimo”.