Don Natale Grassi Scalvini
Cremasco, 12 luglio 2026
15 ª Domenica ordinaria anno A
La Parola: Is 55,10-11 Sal 64 Rm 8,18-23 Mt 13,1-23
Dal Vangelo secondo Matteo Mt 13,1-23
Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia. Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un'altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c'era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un'altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un'altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti». Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell'abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice: "Udrete, sì, ma non comprenderete, guarderete, sì, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile, sono diventati duri di orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi, non ascoltino con gli orecchi e non comprendano con il cuore e non si convertano e io li guarisca!". Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono! Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l'accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».
Parola del Signore.
(Don Natale Grassi Scalvini) Abbiamo concluso la bella esperienza del Grest, uno dei servizi che la comunità cristiana offre ogni anno alle famiglie per aiutarle nei mesi estivi accogliendo i ragazzi all’oratorio dando così a tutti i genitori la serenità di sapere i figli occupati in tante attività ma sempre in sicurezza. Ma per la comunità cristiana è molto di più e il vangelo di oggi ce lo ricorda. Per la parrocchia questo non è il periodo della raccolta delle messi, come succede in campagna, piuttosto il tempo della semina. Proprio durante il Grest c’è la possibilità di seminare nei nostri ragazzi come anche negli adolescenti, alcuni temi e valori di radice cristiana che possono aiutare tutti a crescere meglio come esseri umani e come cristiani. Poi quando si guarda alla presenza domenicale alla messa proprio in questo periodo si rimane forse un po’ delusi, ma il tempo della semina chiede a noi proprio questo: la pazienza di aspettare che quanto seminato giunga a portare frutto. La parola di Gesù è chiara e quindi, secondo il suo insegnamento, dobbiamo essere pronti in ogni momento della vita parrocchiale e comunitaria a seminare in abbondanza, anche la dove umanamente, o peggio ancora a causa delle nostre precomprensioni, pensiamo non ci siano possibilità di raccogliere frutti buoni.
Addirittura sono sempre più convinto che i tempi di maturazione dello spirito e quindi la possibilità di raccogliere frutti spirituali reali, siano davvero molto lunghi, ancora più lunghi dei tempi soliti della campagna a cui si riferisce la parabola di Gesù. Questo non significa che dobbiamo mettere tutto tra parentesi e aspettare chissà quando ma certamente non possiamo preparare un calendario sicuro di come e quando potremo vedere nei nostri giovani fiorire quelle belle speranze che noi abbiamo in ciascuno di loro. Questa lunga attesa dei frutti però gioca anche a nostro favore. Forse anche tanti di noi adulti, fedeli e osservanti delle nostre belle tradizioni, hanno ancora la possibilità, anzi il dovere, di portare frutto.
Non si è mai finito di far fiorire e fruttificare le cose belle nella chiesa e nelle nostre case: ogni età ha le sue concrete possibilità di portare il bene attorno alla propria vita perché davvero il seme della fede può giungere a maturazione in diversi momenti della vita, basta lasciare spazio alla parola e all’intervento di Dio nel nostro cuore perché poi ciascuno di noi porti quei frutti meravigliosi di bontà che il Padre ha seminato nei nostri cuori.