Don Natale Grassi Scalvini
Cremasco, 05 luglio 2026
14 ª Domenica ordinaria anno A
La Parola: Zc 9,9-10 Sal 144 Rm 8,9.11-13 Mt 11,25-30
Dal Vangelo secondo Matteo Mt 11,25-30
In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Parola del Signore.
(Don Natale Grassi Scalvini) Questa settimana ho accompagnato due amici per la prima volta sul monte Rosa e precisamente sulla punta Parrot.
Tutto è andato magnificamente bene soprattutto grazie al tempo stupendo e una volta tornati in basso non sapevano come ringraziarmi per averli guidati in una così bella ascensione. Di fronte alle promesse del Signore Gesù per noi e per tutti gli uomini spesso invece noi non sappiamo ringraziarlo adeguatamente. Probabilmente perché il nostro rapporto con lui assomiglia di più al peso di un giogo pesante che dobbiamo sopportare perché non voluto ne desiderato piuttosto che alla gioia e serenità di chi si sente supportato nelle vicende della vita da un amico sicuro che lo guida e lo porta a vivere esperienze umane e cristiane sempre più belle.
Anche al Grest, per esempio, i ragazzi tante volte accolgono le proposte degli animatori come una imposizione e quindi all’inizio non vivono bene neanche i giochi, specialmente quelli nuovi o un po’ diversi dai soliti, perché li vivono con un cuore già appesantito da preconcetti e dal comodo desiderio di accontentarsi sempre di quello che si è sempre fatto. Purtroppo ci comportiamo spesso così anche con il Signore e quindi tutte le cose belle e meravigliose che lui ha preparato per noi e per le quali ci ha anche riempito di doni e di carismi per essere in grado di realizzarle secondo il suo progetto, noi rischiamo di accantonarle per la paura che siano troppo impegnative e per non trovarci poi stanchi e affaticati nel nostro tentativo di accogliere e compiere la volontà di Dio.
Quante volte infatti non facciamo il bene che possiamo solo perché siamo più preoccupati di non perdere il poco bene personale che abbiamo già o la piccola serenità d’animo che stiamo vivendo, magari neanche consapevoli che ogni momento bello e piacevole della nostra vita in realtà ci è stato preparato e donato dal Signore. Gesù invece non solo ci assicura il suo sostegno e il suo aiuto ma ci chiama a stare sempre più vicini a lui nella certezza di poterci donare tutto quello di cui abbiamo veramente bisogno per realizzare il suo progetto su ciascuno di noi. In effetti viviamo in una società che ci vuole perennemente stanchi di ciò che siamo e di ciò che abbiamo per indurci ovviamente a non accontentarci mai e a cercare sempre qualcosa di nuovo che una volta acquistato plachi il nostro desiderio di tranquillità.
Ma sappiamo tutti bene che non è comprando tutto ciò che ci viene proposto in questo modo si raggiunge la vera gioia del cuore, anzi alla fine ci ritroviamo ancor più stanchi e magari spaventati dal timore di perdere quello che possediamo.
Solo il Signore Gesù conosce fino in fondo il nostro cuore e solo lui può portare la vera pace nel profondo, quella che si assapora quando ci rendiamo conto di essere nel posto giusto e nel momento giusto per realizzare la nostra vita secondo la volontà di Dio. Solo con lui la nostra stanchezza si risolverà in sereno abbandono nelle mani del nostro Padre celeste che prepara sempre per i suoi figli un bene migliore e più sicuro.