Ripalta Guerina, 21 maggio 2026
(Dario Dolci) Il diritto di un ragazzo che pratica sport di non essere un campione.
Di questo si è parlato ieri sera nella conviviale del Panathlon club Crema tenutasi a Villa Toscanini. Ospite e relatore è stato il giornalista e scrittore Giulio Mola, caporedattore sportivo del quotidiano Il Giorno, che ha presentato il suo libro ‘Piccoli calciatori, grandi sogni’. Insieme a lui era presente Sergio Pedrazzini, ex presidente del comitato lombardo della Lega nazionale dilettanti.
A introdurre gli ospiti è stato il socio Christian Saronni, affiancato dal presidente Massimiliano Aschedamini e dal past president Fabiano Gerevini.
“Il gioco del calcio – ha affermato Mola – è divertimento e rappresenta un percorso di crescita. Di tutti i bambini che iniziano a giocare, soltanto uno su cinquemila arriva in una società professionistica”. In serie A, invece, aggiungiamo noi, ne arriva uno su 36mila, il che significa che il calcio è una grande fabbrica di sogni o, se preferite, di illusioni.
“Il diritto di sognare – ha proseguito Mola – non si deve togliere a nessuno, ma man mano che i ragazzi crescono si accorgono che il calcio non è più solo un divertimento. E qui subentra il problema dei genitori, che credono di avere un figlio fenomeno. Il ruolo degli adulti è fondamentale; si deve capire che i ragazzi hanno il diritto di sbagliare e anche di decidere”.
Il relatore ha poi affrontato il tema della delusione a fine anno di chi non si vede riconfermato, delle insidie che si nascondono dietro questo sport, dei procuratori e del ruolo degli allenatori, che devono essere prima di tutto educatori, della nostalgia di quando i bambini giocavano per strada o all’oratorio, senza l’assillo dei genitori e senza i ‘consigli’ di un tecnico.
La conclusione è stata di Pedrazzini: “La reputazione del calcio è in declino. E’ cambiato il sistema delle relazioni e c’è troppa esasperazione. Se la situazione è questa, poi succede che un paese con un milione di tesserati come l’Italia viene eliminato dalla Norvegia che ha 5 milioni di abitanti e non va ai Mondiali”.