Don Natale Grassi Scalvini
Cremasco, 21 giugno 2026
12 ª Domenica ordinaria anno A
La Parola: Ger 20,10-13 Sal 68 Rm 5,12-15 Mt 10,26-33
Dal Vangelo secondo MatteoMt 10,26-33
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l'anima e il corpo. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».
Parola del Signore.
(Don Natale Grassi Scalvini) Questa settimana al Grest un ragazzino, uno dei piccoli, mi ha sgridato. Gli avevo promesso dei punti in più per la squadra se avesse partecipato a un gioco che non gli piaceva. Ovviamente l’animatore incaricato poi non ha esaudito la sua richiesta. Io ho cercato di giustificarmi tirando in ballo i criteri della giustizia e lui subito mi ha richiamato dicendo che i don non dovrebbero dire bugie.
Nel brano di oggi del vangelo sembrerebbe però che anche Gesù abbia detto una bugia. Si conclude infatti l’insegnamento di oggi con la solenne proclamazione del non riconoscimento di fronte a Dio di colui che osa rinnegare il Figlio dell’uomo. Per noi potrebbe anche andare bene ed essere vero, però come la mettiamo allora con Pietro? Dopo aver rinnegato Gesù di fronte agli uomini, nella sera decisiva della vita di Gesù, ha ricevuto addirittura l’investitura a essere il primo degli apostoli e il punto di riferimento per i fedeli del Signore. Se il Maestro non ha detto bugie allora ci vien da pensare che comunque ci siano due pesi e due misure. Perché Pietro ha avuto un trattamento di favore pur avendo rinnegato il suo Signore?
Evidentemente non c’è nessun favoritismo. Semplicemente ci basta ricordare che al di sopra di ogni tradimento e rinnegamento di Gesù c’è sempre la possibilità del pentimento e quindi del perdono. Questo il Signore lo ha ripetuto tante volte e il vero motivo per cui non dobbiamo avere nessuna paura e non dobbiamo vivere nel timore del castigo di Dio è proprio questo: l’amore di Dio è tanto grande da essere sempre disponibile al perdono di fronte ad ogni atto di pentimento sincero. Così è stato per Pietro e così può essere per ciascuno di noi. Dobbiamo quindi essere sempre certi dell’amore del Padre, sempre pronto a perdonare e ad abbracciare con affetto chiunque si penta di vero cuore del male compiuto, fosse anche il rinnegamento dl suo Figlio. In realtà noi ora, nel nostro tempo e nei nostri ambienti di vita, non siamo chiamati a rinnegare il Signore; tutt’al più possiamo rischiare qualche sorrisino di compatimento quando vogliamo vivere con coerenza la nostra fede e vogliamo mostrarlo agli altri.
Però spesso e volentieri siamo tentati di far finta di niente, di non esporci, di mantenere un basso profilo senza essere pronti a testimoniare la nostra fede né tantomeno ad annunciarla agli altri. Ecco allora che dell’amore di Dio e del suo perdono ne abbiamo ancora un grande bisogno soprattutto perché poi Gesù lo unisce anche al perdono reciproco che dobbiamo scambiarci per meritarci quello di Dio. Da una parte quindi dobbiamo essere felici che la parola così decisa di oggi in realtà sia temperata dalla ripetuta promessa del perdono di Dio sempre disponibile.
Ma d’altro canto non possiamo dimenticare che il Signore pretende da noi lo stesso comportamento nei confronti dei fratelli che sbagliano nei nostri confronti. Viviamo con gioia abbracciati dall’amore del Padre ma anche con un pressante impegno a diffondere questo amore soprattutto attraverso il segno del perdono.
Tutti davvero siamo chiamati ad annunciare il vangelo e non tanto con le parole ma soprattutto con le opere in modo che il buon esempio che diamo sia il miglior modo di testimoniare e annunciare il vangelo a tutti quelli con cui veniamo in contatto ogni giorno.
don Natale