Messa in montagna per don Natale Grassi Scalvini
Cremasco, 11 ottobre 2026
28 ª Domenica ordinaria anno A
La Parola: Is 25,6-10 Sal 22 Fil 4,12-14.19-20 Mt 22,1-14
Dal Vangelo secondo Matteo Mt 22,1-14
In quel tempo, Gesù riprese a parlare con parabole ai capi dei sacerdoti e ai farisei e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest'ordine: Dite agli invitati: "Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!". Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: "La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze". Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l'abito nuziale. Gli disse: "Amico, come mai sei entrato qui senza l'abito nuziale?". Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: "Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti". Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».
Parola del Signore.
(Don Natale Grassi Scalvini) Finalmente dopo tre domeniche di duro lavoro in vigna oggi la parabola di Gesù ci invita a partecipare a un evento sempre molto bello e gradito in tutti i tempi, un pranzo di nozze spettacolare ed esagerato, degno di un re. Anche per questa parabola l’ispirazione a Gesù è venuta dalla sua conoscenza dei libri della bibbia e infatti la prima lettura ci ha presentato una immagine simile già proposta dal profeta Isaia nel presentare il regno dei cieli come un grande e meraviglioso banchetto. Tuttavia le parole del Maestro presentano anche alcuni aspetti singolari che non rientrano certo nel nostro consueto modo di pensare.
Innanzitutto gli invitati, ma proprio tutti, senza differenze, declinano l’invito e trovano tutti qualcosa di più importante o comunque più desiderato da seguire e realizzare.Se già sembra strano un rifiuto a partecipare a un ottimo pranzo di nozze, risulta ancor più eclatante la reazione a dir poco sproporzionata del re che uccide tutti e distrugge completamente la loro città. Sappiamo però che questa immagine usata da Gesù si riferisce a un evento storico avvenuto qualche anno dopo con la distruzione di Gerusalemme nel 70 dopo Cristo da parte dell’esercito romano ed è quindi abbastanza lontana dalla nostra situazione attuale. Ma probabilmente nessuno di noi penserebbe di rifiutare l’invito e quindi, come la gran folla radunata dai servi, saremmo ben felici di partecipare alla festa con il figlio del re. Ma anche la richiesta di un abito adatto alla festa e la reazione, ancora una volta esagerata, da parte del re, ci spaventa un po’.
La parabola infatti ci induce a riflettere innanzitutto su come noi attendiamo il compimento del regno di Dio ma poi soprattutto come noi ci prepariamo a questo incontro eccezionale nella sala del banchetto finale. Le parole di Gesù che completano l’insegnamento di oggi non lasciano dubbi sulla possibilità tutt’altro che remota di essere chiamati davvero a partecipare alla festa nel regno dei cieli ma di non esserci preparati adeguatamente mancando così di rispetto al padrone di casa.
Credo che la preparazione, secondo le parole del Maestro, parta già dal desiderio di partecipare a questo incontro con Dio visto che anche noi come e forse ancor più dei primi invitati alla festa siamo troppo impegnati in mille altre faccende che ci distraggono dalla possibilità di sperimentare la presenza di Dio nella nostra vita.
Non ci vuole molto per riconoscere come tanti battezzati e quindi invitati alla comunione con Dio, si lascino poi attrarre da tutto quanto riempie la nostra vita quotidiana, fossero anche le preoccupazioni legittime per il mantenimento di un tenore di vita adeguato e la ricerca di una situazione pacifica e serena per noi e le nostre famiglie e non si preoccupino minimamente di trovare spazio per Dio e la sua parola.
Ancora una volta Gesù ci invita a controllare la nostra scala di valori, non credo per indurci a rinunciare alle nostre occupazioni terrene ma per aiutarci a mettere sempre al primo posto il desiderio di incontrarlo e fare comunione con lui.
Gli strumenti li abbiamo e anche la possibilità concreta di trovare l’occasione per stare con lui, attraverso la preghiera quotidiana che nessun impegno, per quanto gravoso o impellente, può togliere completamente, come anche l’appuntamento settimanale con l’eucarestia comunitaria che può trovare mille modi per realizzarsi in una delle tante chiese dove ogni domenica viene celebrata la S. Messa.
Da una parte quindi dobbiamo gioire per l’immagine estremamente bella e accattivante dell’incontro definitivo con il nostro Signore, ma nello stesso tempo non possiamo permettere alle nostre preoccupazioni e ai nostri desideri terreni di avere il sopravvento sull’unico e vero motivo che deve guidare le nostre azioni, cioè il desiderio di incontrare e stare per sempre con Dio nel suo regno.