Crema News - Un mondo migliore Don Natale Grassi Scalvini

Crema, 27 settembre 2026

26 ª Domenica ordinaria anno A

 La Parola: ​Ez 18,25-28  Sal 24 Fil 2,1-11 Mt 21,28-32

 Dal Vangelo secondo Matteo ​Mt 21,28-32

 In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: "Figlio, oggi va' a lavorare nella vigna". Ed egli rispose: "Non ne ho voglia". Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: "Sì, signore". Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

Parola del Signore.

 

(Don Natale Grassi Scalvini) Forse anche i liturgisti han saputo che domenica scorsa li ho elogiati perché avevano scelto un brano del vangelo in accordo col tempo che stiamo vivendo in campagna con la vendemmia nelle nostre vigne e quindi anche oggi l’ambiente è quello, anche se ovviamente la parabola stavolta ha un insegnamento diverso. Addirittura il brano si conclude mostrandoci chiaramente che l’interesse di Gesù non è affatto per la vigna e i suoi frutti. Quello sembra solo una scusa per parlare ancora di Giovanni il Battista, figura per noi di poco conto, perché la nostra fede è subito indirizzata giustamente al Figlio di Dio incarnato più che su chi ne ha annunciato la presenza, ma che a quanto pare il maestro stesso ritiene fondamentale per il cammino di fede in lui.

Prima di arrivare a Cristo infatti bisogna passare attraverso il cammino di penitenza e conversione richiesto da Giovanni il Battista. Ma effettivamente per noi però il centro dell’insegnamento di oggi non è limitato a comprendere il valore del precursore ma è proprio sulla capacità reale e concreta di compiere la volontà del Padre, come ha fatto Gesù il figlio prediletto.

Non perdiamo tempo a discutere in quale dei due fratelli ciascuno di noi può identificarsi e andiamo subito al dunque: compiamo o no la volontà di Dio? Cerchiamo di realizzare il suo progetto di amore per noi e per tutti i nostri fratelli? In realtà noi, uomini del terzo millennio, rovinati da una società consumista che riassume lo scopo della vita nel consumare sempre di più, viviamo spesso i nostri rapporti sociali ed ecclesiali con lo stile dei consumatori finali, di quanti cioè non si preoccupano di dare un contributo per la crescita del regno di Dio o anche semplicemente per il miglioramento della vita ordinaria nei nostri ambienti, ma hanno solo scopi egoistici legati all’uso delle cose e forse anche delle persone. Certo la parola di Gesù è preoccupata di liberarci dalla presunzione che bastino le belle parole o un giusta intenzione per poter essere graditi a Dio. Scordiamocelo!

Il Padre ama chi compie effettivamente la sua volontà, non importa poi come e quanto, perché poi ognuno di noi può operare secondo le proprie capacità e con i propri tempi, ma sicuramente prima o poi dobbiamo metterci a lavorare concretamente nella vigna del Signore che, ricordiamo sempre, non è soltanto il campo ecclesiale o religioso perché Dio è creatore di tutto l’universo e quindi tutto è affidato alle mani dell’uomo perché lo renda migliore e sempre più manifestazione visibile dell’amore del Padre per tutti gli uomini. In pratica possiamo e dobbiamo cercare al più presto un modo preciso e personale con cui collaborare all’opera di Dio con tempo ed energie dedicate non solo al raggiungimento del nostro benessere personale o familiare, ma anche a quello di tutte le persone con cui possiamo venire in contatto. 

Sappiamo bene che la nostra società, anche con la recente rivoluzione digitale, ci spinge a vivere in modo molto solitario ed egoistico. Basta pensare a come proprio i nostri ragazzi e giovani sono spesso chiusi nella rete della rete digitale e credono di essere aperti al mondo solo perché seguono in modo frenetico immagini e suoni proposti dal piccolo aggeggio infernale che si spaccia anche come intelligenza artificiale mentre in realtà pian pianino ci conduce tutti a un appiattimento se non addirittura all’annullamento della nostra intelligenza naturale. Dobbiamo reagire violentemente a questa volontà demoniaca di chi ci vuole solo consumatori inconsapevoli per riprenderci subito il nostro ruolo fondamentale di figli di Dio chiamati a collaborare consapevolmente, in tutti gli aspetti della nostra vita, con il suo progetto.

Il Padre ci chiede di essere sempre più attenti e disponibili a costruire un mondo più giusto e fraterno, aperto agli altri e sempre attento alla sua parola, quella Parola incarnata che vuole guidarci nei sentieri del tempo fino all’incontro definitivo con lui.