Crema, 18 aprile 2026

(Dario Dolci) “Tre adolescenti su dieci fanno uso di sostanze stupefacenti, sei su dieci giocano d’azzardo. L’età in cui si inizia ad assumere sostanze proibite si è abbassata a 13 anni. Per questo motivo, serve fare prevenzione a più livelli”. Ad affermarlo, ieri sera, in una sala Costi popolata da insegnanti e genitori, è stata Simona Marnini, psicoterapeuta, operatrice del progetto ‘Scuola in Ascolto’, cui aderiscono i 18 istituti del Cremasco, e referente territoriale dell’Ordine degli Psicologi per la provincia di Cremona. E’ toccato a lei, dopo i saluti dei dirigenti scolastici dell’ic Crema Uno Attilio Maccoppi, di Paola Orini dell’istituto Galilei e dei consiglieri regionali Matteo Piloni e Riccardo Vitari, aprire gli interventi. Tema dell’incontro: la cosiddetta Droga del palloncino, vale a dire le bombolette di protossido di azoto che sono sempre più utilizzate dai teenagers. “Lo sono perché – ha spiegato il medico Attilio Galmozzi – costano poco, sono facilmente reperibili, in Italia non sono fuorilegge e danno euforia immediata”. Nella sua relazione dettagliata, Galmozzi ha spiegato anche i danni che l’uso prolungato di protossido di azoto, un gas esilarante, una droga ricreativa ormai ampiamente riconosciuta, causa all’organismo. “Usato a scopo terapeutico, ad esempio come anestetico, e dimezzato in quantità dall’ossigeno non comporta rischi. Se inalato pure può procurare danni gravi e anche causare il decesso. Al pronto soccorso cittadino abbiamo già avuto diversi casi”. L’uso ricreativo della sostanza pura comporta il rischio di ipossia alveolare, che si verifica se l’aria che arriva nei polmoni è meno ricca di ossigeno rispetto alla norma. Dopo Galmozzi ha preso la parola Gloria Resconi, psicologa psicoterapeuta, che ha spiegato quali sono i bisogni degli adolescenti - sensazioni forti e bisogno di sperimentare – e ha insistito sul ruolo che gli adulti devono avere nell’accompagnare i loro figli in questa delicata età di passaggio. Alla serata organizzata dall’istituto comprensivo Crema Uno per aiutare i genitori a capire, riconoscere e prevenire il fenomeno era presente anche Veruska Stanga, responsabile del Consultorio familiare diocesano Insieme, che coordina il progetto triennale ‘Scuola in Ascolto’, finanziato da Regione Lombardia. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di fornire a genitori, educatori e operatori scolastici strumenti concreti per leggere il fenomeno con maggiore consapevolezza, cogliere i segnali di disagio e affrontare il tema con i ragazzi senza improvvisazione.