La scuola elementare e, nei riquadri, Luigi Galimberti e Federica Galasi
Pandino, 08 gennaio 2026
(Gianluca Maestri) Cifre gonfiate e poca trasparenza. Sul piano per il diritto allo studio 2025-2026 la minoranza di Uniamo Pandino (astenutasi in consiglio comunale al momento dell’approvazione) attacca l’amministrazione del sindaco Piergiacomo Bonaventi che replica accusando gli avversari politici di non entrare nel merito del documento.
“La cifra totale del piano – afferma il capogruppo consiliare di Uniamo Pandino Luigi Galimberti - è stata artificiosamente aumentata inserendo voci come le manutenzioni ordinarie e le utenze degli edifici scolastici che sono costi di gestione degli immobili e che nulla hanno a che fare con i servizi educativi diretti agli studenti. Inserire tali spese nel piano rischia di dare un’immagine distorta della reale offerta formativa confondendo la cura delle mura con la qualità dei servizi per le famiglie”.
Galimberti sottolinea anche come: “Una parte consistente del budget sia assorbita da rimborsi per il funzionamento della scuola materna privata e per l’uso delle aule della scuola statale. Si tratta di spese derivanti da convenzioni già esistenti e, dunque, obbligatorie. Allo stesso modo – aggiunge - i fondi per l’assistenza ad personam, pur fondamentali, non rappresentano una scelta politica dell'assessorato all'istruzione ma un impegno vincolato del settore servizi sociali dettato dall'aumento degli alunni certificati. Il diritto allo studio è un tema troppo importante per essere ridotto ad una sommatoria di voci eterogenee”.
Per la maggioranza replica l’assessore all’istruzione Federica Galasi: “Galimberti cita cifre estrapolate da un documento letto senza la necessaria attenzione. I costi complessivi sostenuti dall’amministrazione comunale per il diritto allo studio ammontano invece a circa 854mila euro cui si aggiungono 153mila euro destinati alla fondazione Calleri Gamondi. Sostenere il contrario significa non aver compreso come leggere il piano. Ancora più priva di senso è l’affermazione secondo cui solo 365.532,44 euro sarebbero realmente destinati al diritto allo studio. Una simile ricostruzione cancella di fatto la maggior parte delle politiche scolastiche comunali ignorando voci fondamentali come il trasporto scolastico e l’assistenza al trasporto, la refezione, i libri di testo e le borse di studio, i contributi al funzionamento, il supporto psicologico, gli interventi a sostegno del disagio scolastico e della disabilità, il trasporto per attività formative e riabilitative esterne, il sostegno alle scuole del territorio ed i progetti integrativi alla didattica che rappresentano una parte rilevante del piano. Isolare una sola voce dal contesto complessivo non è un’analisi politica, ma una forzatura dei numeri”.
Anche le spese per la manutenzione ed il funzionamento degli edifici scolastici che Galimberti definisce numeri gonfiati sono invece secondo l’assessore: “Cifre che rendicontano in modo trasparente come vengono utilizzati i soldi pubblici in ambito scolastico”.
Privo di fondamento è poi definire la convenzione fra il comune e la fondazione Calleri Gamondi una spesa obbligatoria e quindi estranea a una scelta politica.
“Quella convenzione – precisa la Galasi - garantisce oggi alla scuola dell’infanzia statale la possibilità di avere una sede e di svolgere regolarmente la propria funzione educativa sul territorio comunale”.
Infine l’assessore ritiene singolare l’appello di Galimberti alla trasparenza del piano: “È stato infatti lo stesso consigliere, con un intervento pubblico riduttivo e parziale, a limitarsi a considerare poche voci estrapolate dal loro contesto, omettendo del tutto i progetti integrativi alla didattica e le altre linee di intervento previste. L’invito è a commentare il piano nella sua interezza e complessità e ad analizzarlo con maggiore attenzione”.