Crema News - Crema - Sei idee per gli Stalloni Una delle sei proposte di Bianchessi

Crema, 03 maggio 2026

(Dario Dolci) Un concorso di idee su cosa fare degli ex Stalloni sarebbe forse la soluzione migliore.

In attesa che l’amministrazione comunale decida come procedere, c’è chi avanza proposte e apre un dibattito su Facebook sulla futura destinazione di questa ampia area situata nel cuore della città, che il comune ha da poco avuto in permuta dalla Regione. Si tratta di Peppo Bianchessi, che i cremaschi conoscono per aver ideato e realizzato gli spettacoli di video mapping sul Torrazzo, in occasione delle prime due edizioni dei Crema Beauty Days. Nella pagina Cantiere Stalloni da lui creata, Bianchessi ha deciso di lanciare sei idee, per raccogliere commenti e suggerimenti e per ampliare la discussione al di fuori delle sedi istituzionali. A spingerlo a compiere questo passo è anche il fatto che nel 1982 suo padre fu tra i promotori di un comitato per l’utilizzo dell’area Stalloni. Con una premessa: “Sapere dei tentativi che sono stati fatti, negli ultimi 50 anni di utilizzarlo, restituirlo alla città o di sfruttarlo attraverso progetti che andavano nella direzione opposta – afferma Bianchessi - serve a non ripetere gli stessi errori e a metterci in guardia sul commetterne di nuovi per ingenuità”.

E allora ecco le quattro proposte già postate e che già stanno facendo discutere. Il punto di partenza è l’idea dell’amministrazione comunale di fare degli ex Stalloni una Cittadella del welfare, un luogo della cura, delle fragilità accolte, dei servizi integrati. La Fondazione Cariplo ha già stanziato 1,9 milioni per questa finalità. Bianchessi non si dice contrario, ma porta numerosi esempi che fanno capire come il recupero possa essere concepito in maniera diversa. L’ideatore di Cantiere Stalloni avanza altre proposte. La prima: una Cittadella della creatività urbana e contemporanea. Non un nuovo spazio di qualcuno, ma un luogo dove pratiche diverse possano convivere senza doversi difendere. Un posto dove possano esistere, fianco a fianco, ad esempio, laboratori di serigrafia, ceramica, falegnameria, stampanti 3D e banchi di elettronica, macchine da cucire e schede Arduino, mani esperte e mani inesperte. Seconda proposta: teatro delle Idee, uno spazio piccolo e polifunzionale, senza le necessità e i costi di una sala grande come quella del teatro cittadino, ma con una dotazione tecnica essenziale. Uno spazio pensato per essere usato e senza i costi di gestione e di personale che comporta il Teatro. Potrebbe ospitare prove e piccoli spettacoli di compagnie indipendenti, piccoli cineforum a tema (anche sociale), dibattiti, conferenze, presentazioni di libri, podcast dal vivo. Terza proposta: Museo vivente del tempo comune, un luogo dove raccogliere e attivare materiali, interviste, fotografie, video, documenti, storie di vita. Non solo memoria ufficiale, ma anche quella quotidiana: lavoro, migrazioni, trasformazioni sociali, cambiamenti nel modo di vivere la città. L’idea è costruire un archivio multimediale aperto, che cresce nel tempo e che può essere utilizzato da scuole, associazioni, ricercatori, cittadini e amministratori. Quarta proposta: Orto comune e paesaggio sociale. Orto e giardino con finalità anche educative e terapeutiche, percorsi accessibili e sensoriali, utilizzabili anche da persone con disabilità, piccole attività di apicoltura urbana, spazi informali per lettura, studio, incontri all’aperto. A seguire, le altre due proposte. Nel frattempo, il dibattito è aperto.