Crema, 14 marzo 2026

(Dario Dolci) Ci sono voluti 12 anni e tre gradi di giudizio, ma alla fine la terza sezione civile della Corte di Cassazione di Roma ha assolto in via definitiva il cremasco Mario Macalli, all’epoca dei fatti presidente della Lega Pro, scomparso il 2 gennaio 2022, la stessa Lega e la Federcalcio dall’accusa di aver contribuito al fallimento dell’Unione sportiva Pergocrema 1932.

La causa contro il dirigente e i due organismi era stata intentata da Sergio Briganti, amministratore unico e legale rappresentante della società gialloblù nella stagione 2011-2012, e da Ernesto Rimonti, al quale il 12 giugno 2012 lo stesso Briganti aveva ceduto l’intero capitale sociale al prezzo simbolico di mille euro. Otto giorni dopo, il club era stato dichiarato fallito dal tribunale di Crema. Il fallimento era stato seguito da una serie di procedimenti giudiziari, con l’avvio della causa intentata da Briganti e Rimonti, secondo i quali si sarebbe potuto evitare il triste epilogo se fossero state erogate nei tempi previsti le somme dovute al Pergocrema a titolo di contributi vari (principalmente quelli dei diritti televisivi, derivanti dalla legge Melandri), per una cifra superiore ai 250mila euro. Contributi, a loro avviso, bloccati dalla Lega Pro e dal suo presidente, per favorire la nascita di una nuova società a Crema.

I due ricorrenti avevano chiesto un risarcimento di sei milioni di euro. Nel conto, Briganti aveva aggiunto il fatto che il procedimento disciplinare a suo carico derivante dal fallimento gli aveva precluso la possibilità di assolvere l’incarico di consulenza professionale di durata triennale che gli era stato conferito dal Chievoverona, nel giugno 2012.

Nella sentenza, la Cassazione ha stabilito che “resta un mero assunto difensivo, non suffragato da alcuna ulteriore prova, il fatto che si sarebbe potuto evitare il fallimento in caso di erogazione tempestiva delle somme dovute. E ciò, senza tenere conto dei possibili profili anche di natura penale che ne sarebbero potuti derivare dal pagamento di creditori peraltro chirografari (l’ingiunzione di pagamento era stata fatta dal ristorante Maosi e dalla ditta Nonsoloverde, ndr) a danno di altri creditori privilegiati”.

Il ricorso presentato da Briganti e Rimonti è dunque stato rigettato, con la conseguente condanna dei ricorrenti, in solido, alla rifusione delle spese in favore della controparte. Ora che il procedimento si è definitivamente concluso, i due ex amministratori del Pergocrema dovranno quindi pagare le spese legali a Lega Pro e Figc.

Mario Macalli, scomparso come detto quattro anni fa, non potrà gioire per la sua rivincita, ma la sua figura esce pienamente riabilitata dopo la conclusione del lungo iter giudiziario.