Piergiacomo Bonaventi
Nosadello, 27 giugno 2026
(Gianluca Maestri) Immediate le scuse del sindaco Piergiacomo Bonaventi e della sua amministrazione ai familiari di una defunta per il disguido capitato ieri mattina al cimitero di Nosadello, quando la salma, dopo la messa funebre, è arrivata per la sepoltura ma il loculo era chiuso. Al gruppo di minoranza, che li aveva attaccati, il primo cittadino e i suoi ricordano che si è trattato di un errore operativo.
Da quanto ricostruito dagli amministratori, nella giornata precedente il funerale erano state gestite tre pratiche di decesso: “Per una di esse, relativa alla tumulazione in un loculo già esistente – spiega in una nota l’amministrazione comunale, - si è verificato un disguido organizzativo nella gestione della procedura: non è stata correttamente programmata la chiamata del muratore incaricato della chiusura del loculo, che è stato quindi contattato soltanto nella mattinata del giorno della tumulazione. Non appena emersa la criticità, gli uffici si sono immediatamente attivati. Il muratore ha confermato la propria disponibilità a raggiungere il cimitero entro la tarda mattinata e, nell’attesa, è stata prospettata all’agenzia funebre la possibilità di procedere con un’incassatura provvisoria del feretro. Tale soluzione era stata condivisa dall’agenzia tuttavia, i familiari hanno preferito riportare temporaneamente il feretro in chiesa. All’arrivo del muratore, la tumulazione è stata regolarmente eseguita”.
“Comprendiamo pienamente il disagio arrecato – sottolinea il sindaco Bonaventi - e non intendiamo minimizzare quanto accaduto. Si è trattato del primo episodio di questo genere verificatosi nei sei mesi di attività della nuova organizzazione del servizio cimiteriale. Questo, naturalmente, non attenua la gravità del disagio arrecato ai familiari, ma conferma il carattere del tutto eccezionale dell’accaduto. Per questo motivo, fatichiamo a comprendere il tentativo del gruppo di minoranza Uniamo Pandino di trasformare un episodio riconducibile a un disguido tecnico-organizzativo in uno scontro politico. Non si è trattato, infatti, di una decisione politica né di una scelta dell’amministrazione, bensì di un errore verificatosi nella gestione operativa di una pratica. Proprio per questo l’amministrazione si è confrontata nell’immediato con gli uffici competenti chiedendo di verificare le cause dell’accaduto, rafforzare le procedure organizzative e adottare ogni misura necessaria affinché un episodio analogo non possa ripetersi. È doveroso – conclude Bonaventi - distinguere tra un errore operativo, che va riconosciuto e corretto e un presunto indirizzo politico che in questa vicenda non esiste”.