Crema News - Dal territorio - Truffa del gas, 49 indagati

Lodi, 22 gennaio 2026

(Andrea Biraghi) Un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Brescia ha portato all’arresto del presunto capo di un’associazione per delinquere accusata di truffe porta a porta, riciclaggio e autoriciclaggio. L’organizzazione, secondo gli inquirenti, avrebbe operato anche nel territorio lodigiano, oltre che in altre zone d’Italia.

La misura cautelare in carcere è stata eseguita dalla Guardia di Finanza della Salò, su disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brescia. Al centro dell’inchiesta, la vendita di rilevatori di gas a prezzi gonfiati, con vittime individuate soprattutto tra le persone più fragili.

Il sistema contestato sarebbe stato collaudato: operatori porta a porta proponevano la vendita dei dispositivi, sostenendo in alcuni casi che l’installazione fosse obbligatoria per legge. Dopo la firma della documentazione commerciale, sui Pos portatili veniva però digitato un importo molto più alto rispetto al prezzo concordato.

Partendo da episodi emersi nel Bresciano, l’indagine ha permesso di ricostruire un’organizzazione composta da 49 persone, attiva su sette regioni: Toscana, Liguria, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige e Veneto. Le denunce formalmente raccolte sono almeno 208, ma rappresenterebbero solo circa il 18% del fenomeno complessivo, incrociando le querele con gli accrediti sui conti correnti delle società coinvolte.

Per gestire e riciclare i proventi illeciti, il gruppo si sarebbe avvalso di nove imprese, intestate a prestanome ma riconducibili a un unico soggetto. L’analisi dei flussi bancari ha consentito di stimare il profitto ritenuto illecito in circa 2.840.000 euro, per i quali è stato disposto il sequestro, insieme ad altri 327mila euro nei confronti di nove indagati, ritenuti frutto dell’attività di riciclaggio.

L’indagine aveva già avuto una prima fase nel gennaio 2025, quando erano state eseguite perquisizioni e sequestrati beni per un valore superiore a 70.000 euro, anche per impedire il proseguimento delle truffe ipotizzate.

Resta ferma la presunzione di innocenza: le responsabilità degli indagati potranno essere definitivamente accertate solo con una sentenza irrevocabile di condanna.