Crema News - Crema - Traffico di farmaci antitumorali, una condanna Immagine generata

Crema 23 ottobre 2026

(Andrea Biraghi) Tre anni di reclusione e mille euro di multa per la ricettazione di medicinali antitumorali rubati negli ospedali italiani. È la condanna pronunciata dal tribunale di Cremona nei confronti del napoletano Pasquale De Luca, coinvolto in un traffico internazionale di farmaci salvavita con ramificazioni tra il Cremasco e il Lodigiano. L'organizzazione aveva una delle proprie basi operative a Crema, tra i suoi esponenti figuravano un uomo residente a Trescore Cremasco e un farmacista di Lodi, mentre parte dei medicinali proveniva anche da furti commessi in un magazzino farmaceutico lodigiano.

La sentenza è stata pronunciata dal giudice Guido Taramelli, nell'ambito di un procedimento collegato all'operazione Dawaa, la maxi inchiesta condotta dai carabinieri del Nas di Cremona. Per il secondo imputato, Ciro Sacchettino, il tribunale ha dichiarato di non doversi procedere, poiché aveva già patteggiato tre anni nel 2020 davanti al giudice Pierpaolo Beluzzi per gli stessi fatti. La pubblica accusa aveva chiesto per De Luca tre anni e quattro mesi, mentre l'avvocata Beatrice Salegna ne aveva sostenuto l'innocenza, ricordando che era incensurato e aveva sempre lavorato.

L'inchiesta era partita nel febbraio 2018 proprio da Crema, quando Ghattas Loay, commerciante e farmacista egiziano, si era presentato in un centro spedizioni per inviare un pacco in Francia. I dipendenti, insospettiti dal contenuto, avevano avvertito i carabinieri del Nas. La pm Ilaria Prette aveva disposto il sequestro di nove confezioni di farmaci antitumorali, dal valore di 103mila euro, risultate rubate negli ospedali di Napoli e Termoli e in una struttura sanitaria di Catanzaro.

Da quel pacco gli investigatori avevano ricostruito una rete che acquistava medicinali rubati per rivenderli in Europa, Nord Africa e Medio Oriente. Secondo gli atti dell'inchiesta, Wael Azmi, residente a Trescore Cremasco, e Gad El Husseini, farmacista di Lodi, organizzavano gli acquisti dai ricettatori campani. Abdel Abdelnasser, residente ad Annicco, riforniva gli acquirenti arabi, mentre Ciro Sacchettino e Luigi Equabile facevano da intermediari con i fornitori.

Tra i medicinali figuravano Keytruda, Opdivo e Herceptin, utilizzati nella cura di diverse forme tumorali e dal costo di migliaia di euro a confezione. I farmaci venivano spediti o trasportati all'estero anche in comuni valigie, senza le condizioni di conservazione necessarie a garantirne la sicurezza. Le indagini avevano documentato anche tre viaggi di Azmi a Napoli, durante i quali aveva acquistato medicinali per un valore vicino ai 500mila euro.

L'operazione era culminata nel settembre 2019 con 18 misure cautelari e il sequestro di 824 confezioni di medicinali, per un valore vicino ai quattro milioni di euro. Negli anni successivi l'inchiesta aveva portato a diversi patteggiamenti e a ulteriori procedimenti giudiziari, tra cui quello appena concluso a Cremona.