L'Hotel del Golfo
Crema, 12 giugno 2026
(Dario Dolci) A fine mese dovrà presentare il bilancio consuntivo 2025, dopo di che scadrà il mandato dell’attuale consiglio di amministrazione della Fondazione opera pia marina climatica cremasca Finalpia. L’organo direttivo è attualmente composto dal presidente Agostino Guerci, subentrato in corsa nell’estate del 2024 a Giorgio Pagliari, e dai consiglieri Alessandra Ginelli, Vera Tagliaferri, Virginio Cavalli e Isa Martinelli. Revisore unico, Adalberto Bellandi. Una volta espletata questa incombenza, il Cda dovrà essere rinominato, cosa che spetterà ancora al sindaco Fabio Bergamaschi. Come Ente del terzo settore, la Fondazione deve essere totalmente autonoma dalla politica ma, mancando di soci, non c’è un organismo indipendente che possa eleggere il Cda. Da qui, il fatto che rimanga la consuetudine che questa operazione spetti al sindaco in carica in quel momento. In questi ultimi anni, la mission della Fondazione è sempre stata quella di mettere in sicurezza l’Hotel del Golfo dal punto di vista finanziario e di cercare di venderlo. Il bando per la vendita del resort di Finalpia fu pubblicato nella primavera del 2021 dalla Fondazione proprietaria dell’immobile. La procedura si concluse il 31 maggio dello stesso anno, ma andò sostanzialmente deserta: l’unica proposta ricevuta non risultò conforme alle condizioni del bando. L’albergo era stato messo in vendita per 10 milioni di euro, che è la cifra determinata dalla perizia fatta dall’architetto Jennifer De Zanet di Borghetto Santo Spirito. Dopo il fallimento del bando, la Fondazione aveva valutato altre formule, tra cui una proposta di rent to buy (un affitto finalizzato alla vendita) avanzata dalla società Hyma, l’attuale gestore. Con il cambio di presidenza, da Pierpaolo Soffientini a Giorgio Pagliari, fu necessario rivedere quell’accordo, trasformatosi in semplice affitto. Da allora, comunque, l’Hotel del Golfo di Finalpia è rimasto in vendita, senza però ricevere offerte. L’impressione è che la valutazione non sia in linea con quella commerciale e per questo si sta facendo strada l’idea di abbassare la richiesta.