Crema, 15 marzo 2026
Giovedì in 54 Paesi e Nazioni del mondo 7800 accademici insieme ai loro ospiti si riuniranno a cena per celebrare il riconoscimento della cucina italiana quale patrimonio immateriale dell’umanità. L’Unesco ha riconosciuto e certificato che la cucina italiana non è solo un insieme di ricette ma un vero e proprio stile di vita, fondato sulla condivisione, sul rispetto per gli ingredienti e sulle abilità tramandate di generazione in generazione.
La prima richiesta risale al 2023 ed è stata fatta dal Comitato promotore composto da tre comunità: Accademia italiana della Cucina, Fondazione Casa Artusi e la rivista La Cucina Italiana. Il contenuto della domanda è stato curato con il supporto del prof. Massimo Montanari e del prof. Luigi Petrillo; il tutto coordinato dall’on. Gianmarco Mazzi sottosegretario al Ministero dei Beni Culturali.
Il riconoscimento è stato dato alla “cucina italiana quale insieme di saperi non solo culinari, ma anche conviviali e sociali che sono trasmessi di generazione in generazione su tutto il territorio nazionale. La cucina italiana si sviluppa quindi sia a livello domestico, venendo trasmessa in via informale all’interno delle famiglie attraverso ricette tradizionali continuamente trasformate dall’interazione affettuosa tra diverse generazioni, sia in modalità più strutturata grazie a figure come cuochi e gastronomi”.
Quindi essenzialmente cucina della tradizione familiare, non solo “fine dining”, portatrice anche di valori di inclusività e di sostenibilità ambientale.
Questo certifica che quello che l’Accademia, fondata da Orio Vergani nel 1953, sta facendo da oltre 70 anni è la strada giusta verso il rafforzamento della nostra cultura gastronomica e della nostra vita sociale.
L’Accademia Italiana della Cucina è diffusa nel mondo in 54 Paesi e si compone di Delegazioni in Italia (226) e all’estero (94) con 7.800 Accademici.
La Delegazione di Crema si riunirà a Izano presso la trattoria Giosano alle ore 20.00 per una cena che comprenderà alcune piatti iconici cremaschi: salame cremasco, pipetto con fonduta di Salva, tortelli cremaschi, oca con le verze, spongarda.