Crema, 05 febbraio 2026
(Annalisa Andreini) io sono pronto Negli ultimi anni sono aumentate le campagne di sensibilizzazione (nel 2025 si registra un calo dello spreco domestico del 10% rispetto all'anno precedeente) ma non è ancora abbastanza.
Sprechiamo troppo cibo per diversi motivi: in primis compriamo più di quello che riusciamo a consumare.
Tanta parte del cibo si spreca anche nel passaggio dalla terra alla produzione ( con i relativi scarti), dai magazzini fino alla distribuzione. Riguarda quindi tutta la filiera alimentare con dei costi enormi( ambientali, economici ed etici).
Si parla di 129 kg di rifiuti alimentari all’anno per abitante: 68 kg che riguarda le famiglie, 10 kg per il commercio al dettaglio, 12 kg di produzione primaria, 15 kg nell’area ristorazione, 23 kg di prodotti alimentari.
Il dato, secondo il rapporto” Il caso Italia 2026”, è impressionante: le famiglie italiane sprecano oltre 7 miliardi di euro all’anno.
Cosa si può fare in concreto?
Partire dai piccoli gesti quotidiani con un programma di spesa e una scelta di consumo più consapevole, senza grandi quantità ed eccessi.
Imparare a riutilizzare alcuni prodotti a fine scadenza nelle ricette svuota-frigo e anti-spreco.
A livello più generale l’obiettivo è cercare di trasformare le eccedenze alimentari in risorse.
Importante è anche puntare su recupero e ridistribuzione degli alimenti non utilizzati, anche in collaborazione con associazioni di volontariato, scuole, mense e aziende socio-sanitarie.