L'Ad gialloblu Mauro Duca
Crema, 15 febbraio 2026
(Tiziano Guerini) Dopo un periodo non breve di difficoltà durante il quale la squadra della Pergolettese ha raccolto meno di quanto ha seminato, da qualche partita - due pareggi e due vittorie - la formazione pare aver ripreso in campionato un cammino più soddisfacente. Certo la classifica non sorride: i gialloblu sono in piena zona retrocessione e risalire non sarà facile perché nessuno regala nulla, ma non è impossibile sognare, magari anche a ragion veduta. Anche perché nel frattempo il mercato di gennaio, se ha sancito la cessione del forte attaccante Sean Parker (passato, al Lecco, come lui stesso voleva), ha visto l’arrivo alla corte di Mario Tacchinardi, i difensori Etienne Catena ed Edoardo Marconi, gli attaccanti Francesco Sartori, Mattia Rossetti e Toni Petrovic, oltre a qualche infortunato che ha ripreso il suo posto di titolare.
“Invariati i ruoli societari e l’organizzazione interna- così diceva un comunicato ufficiale della squadra nel periodo nero - ora, squadra, tifosi e dirigenti, hanno un po’ recuperato se non entusiasmo almeno la fiducia e un po’ di ottimismo".
Chiediamo conferma a Mauro Duca, da questa stagione nuovo amministratore delegato della Pergolettese.
Qual e oggi l’umore della squadra e della dirigenza della società?
“Abbiamo passato qualche momento difficile per mancanza di risultati positivi fino a dover cambiare, con sofferenza, l’allenatore; ora la squadra mostra più consapevolezza dei propri mezzi anche per i nuovi innesti voluti dallo stesso allenatore e che siamo riusciti a soddisfare".
Lei quest’anno sperimenta per la prima volta l’impatto col campionato professionistico di serie C.
"È vero anche se la mia esperienza di dirigente di una squadra di calcio di San Marino mi aveva già proiettato in una esperienza non professionistica ma comunque di grande livello di responsabilità; ora con la Pergolettese vivo la realtà di allenamenti più intensi e per dei giocatori totalmente immersi nel loro ruolo di atleti a tempo pieno; poi c’è il rapporto agonistico con realtà calcistiche di grande tradizione (lunedì, per esempio, dovremo affrontare l’Union Brescia “.
Come ha vissuto l’impatto con la precedente dirigenza della Società, con i tifosi e con la città?
“Fin dall’inizio l’impegno è stato quello per me di mantenere la continuità di gestione di una dirigenza precedente che aveva ben operato: riconoscimento, rispetto, armonia sono state e sono le parole e i gesti più importanti. Ho apprezzato anche lo stile dei tifosi (giustamente esigenti ma sempre molto affezionati ai colori gialloblu) e della città, così vicina a Milano ma ugualmente gelosa della propria autonomia e specificità: è una cosa che si intuisce subito per chi la avvicina - come credo di aver fatto - con rispetto e ammirazione".