Crema News - Crema - Martelli racconta il Rotary in Italia Francesco Martelli

Crema, 13 febbraio 2026

Si è svolta martedì, presso Villa Toscanini di Ripalta Guerina, ritrovo abituale del Rotary Club Pandino Visconteo, una partecipata conviviale dedicata al tema Il Rotary in Italia: un secolo di storia e impegno sociale.

A presiedere la serata è stato il presidente del club, Mauro Guarneri, che ha accolto il relatore Francesco Martelli, cremasco, direttore della Cittadella degli Archivi del comune di Milano e responsabile documentale e conservatore digitale dell’ente, oltre che docente a contratto di archivistica e digital humanities presso l’università degli studi di Milano.

Nel corso dell’incontro, Martelli ha ripercorso il legame tra il Rotary e la storia di Milano e del nostro Paese, prendendo spunto dal lavoro di valorizzazione e digitalizzazione dell’archivio storico del Rotary Club Milano, realizzato dalla Cittadella degli Archivi con il coinvolgimento dell’Università e della Fondazione Rotary.

La storia del Rotary in Italia inizia ufficialmente il 20 novembre 1923 a Milano, su iniziativa dell’avvocato Achille Bossi e dell’industriale scozzese sir James Henderson.

Attraverso le epoche, il club ha annoverato tra le proprie fila figure di primo piano della storia industriale, culturale e scientifica italiana, come Piero Pirelli, il conte Giovanni Battista Caproni, pioniere dell’industria aeronautica, Ferdinando Borletti, artefice della nascita della Rinascente, l’editore Arnoldo Mondadori, l’architetto Piero Portaluppi, il premio Nobel Giulio Natta, e molti altri protagonisti che hanno segnato lo sviluppo del Paese.

"Dal 1923 al 1938 – ha spiegato Martelli – il Rotary fu terreno fertile anche per numerosi americani facoltosi, desiderosi di radicarsi in Italia attraverso progetti solidali e iniziative di valore sociale. Una visione che fa della solidarietà e della cultura leve fondamentali per contribuire allo sviluppo del Paese».

La promulgazione delle leggi razziali segnò una frattura dolorosa: molti rotariani erano infatti di origine ebraica. Nel 1938 il Club decise quindi di sciogliersi, per ricostituirsi nel 1946, senza interrompere più la propria attività.

Da quel momento, il Rotary Club milanese divenne protagonista della stagione di ricostruzione dell’Italia.

Nel suo intervento Martelli ha ricordato anche alcuni contributi storici destinati a lasciare un segno nella storia italiana: dalla nascita dell’Istituto Nazionale dei Tumori, fondato dal rotariano Luigi Mangiagalli, che coinvolgendo il proprio Club promosse uno dei primi grandi service del Rotary Milano, fino al ruolo svolto da importanti rotariani, nella realizzazione di infrastrutture simbolo dell’Italia moderna, come Autostrade Italiane e Palazzo Pirelli.

Numeri alla mano, il lavoro di studio e digitalizzazione condotto dalla Cittadella degli Archivi di Milano ha riguardato oltre 3400 fotografie, gli annuari dal 1927 al 2012, oltre 3000 bollettini settimanali, verbali, riviste e corrispondenza di vario genere.

"L’obiettivo del nostro lavoro – ha concluso Martelli – è conservare la memoria e creare sinergia tra istituzioni. Digitalizzare è fondamentale, ma nei poli archivistici è altrettanto importante preservare il cartaceo, affinché resti nel tempo la prova autentica di ciò che è stato".