Crema News - Pandino - La minoranza chiede il piano di risanamento di Asm Piergiacomo Bonaventi e Luigi Galimberti, ancora in polemica sull'Asm

Pandino, 28 febbraio 2026

(Gianluca Maestri) Subito il piano di risanamento di Asm, l’Azienda Speciale Multiservizi partecipata al 100% dal comune che versa in uno stato di crisi finanziaria.

A chiederlo è il gruppo di minoranza Uniamo Pandino “Perché il tempo dei ritardi e delle scuse –afferma il capogruppo consiliare Luigi Galimberti- è scaduto già da un po’. Secondo Uniamo Pandino “Il piano di risanamento avrebbe dovuto essere presentato per legge entro dicembre 2025, così come dichiarato nel consiglio comunale dell’ottobre scorso in consiglio comunale dal sindaco Piergiacomo Bonaventi, ma ad oggi questo piano non si è visto”.

“Senza quello –aggiunge Galimberti- la maggioranza di centrodestra sta traghettando Asm (e il centro sportivo Blu Pandino, al quale l’azienda sovrintende) verso il baratro della liquidazione. Noi di Uniamo Pandino chiediamo che questo piano venga presentato subito, adempiendo un obbligo di legge. Dov’è la serietà nei confronti dei cittadini, che meritano di sapere come viene gestito il servizio pubblico, dov’è la correttezza nei confronti del dipendenti di Asm che non sanno quale sarà il loro futuro?”.

Bonaventi rispedisce al mittente le accuse di Galimberti perché “Il piano di risanamento non solo esiste, ma è stato regolarmente protocollato, risulta agli atti del comune ed è stato trasmesso nei tempi previsti agli istituti di credito, nel pieno rispetto delle procedure e degli obblighi normativi”.

“Con la chiusura positiva della composizione negoziata della crisi –precisa il primo cittadino-, è venuto meno il carattere di urgenza e d’impellenza che avrebbe reso necessario un immediato passaggio in consiglio comunale. Le scelte dell’amministrazione si sono quindi collocate all’interno di un quadro coerente, responsabile e giuridicamente fondato. Risulta pertanto incomprensibile l’affermazione del consigliere Galimberti, che definisce inesistente un documento che è formalmente depositato, accessibile e verificabile. Dichiarazioni di questo tipo non solo non corrispondono alla realtà dei fatti, ma rischiano di generare confusione strumentale e di indebolire il dibattito pubblico su un tema che meriterebbe maggiore serietà. Ci domandiamo, ancora una volta, per quale motivo la minoranza dimostri difficoltà nel ricostruire passaggi amministrativi determinanti, indispensabili per l’esercizio pieno e consapevole del ruolo di consigliere comunale”.