Crema, 11 agosto 2026
Dario Dolci)“Mi domandavo perché il sindaco Fabio Bergamaschi aspettasse tanto per nominare il nuovo consiglio di amministrazione della Fondazione opera pia marina e climatica cremasca Finalpia. La cosa mi ha un po’ insospettito e alla fine, ho capito che a pensare male spesso ci si azzecca”.
Simone Beretta, consigliere comunale di Noi Moderati, contesta il modo in cui è avvenuta una delle nomine. “Ho chiesto agli uffici comunali le candidature protocollate da chi poi è stato nominato e ho scoperto che Maria Luisa Martinelli si era candidata per l’Organo di controllo, mentre invece è stata poi nominata come membro del Cda”.
Beretta spiega, documenti alla mano, quanto è successo: “Hanno fatto l’ennesimo pasticcio. Il 28 luglio, la Martinelli ha protocollato la sua candidatura per l’Organo di controllo. Successivamente alla chiusura del bando, quando era chiaro che mancava un consigliere e che invece c’era un candidato di troppo per il ruolo di revisore, la stessa ha inviato una mail al comune per dire di essersi sbagliata e di volersi invece proporre per il Cda. La mail è stata protocollata il 3 agosto, con il bando scaduto il 31 luglio alle 12. E’ la solita cosa pasticciata di questa amministrazione. Considerato che il bando era già scaduto, credo che sarebbe il caso che il sindaco revochi ora la nomina e che indica un nuovo bando”.
Beretta non crede comunque a un errore della Martinelli: “Stiamo parlando di una persona che era già nel Cda precedente e che ben conosceva dunque la differenza tra essere membro di questo organismo ed essere invece Organo di controllo. Non si può cambiare il tipo di candidatura a bando ormai chiuso, solo perché prima di lei, il 24 luglio, come Organo di controllo si era già candidato Costatino Rancati ”.
La Fondazione Finalpia è una onlus senza scopo di lucro, che attualmente è proprietaria dell’Hotel del Golfo di Finalpia. In teoria dovrebbe essere indipendente, ma nella pratica persegue la mission assegnatale ormai da cinque anni dal comune di vendere il resort. Il che equivale a dire che, più che di amministratori, bisognerebbe parlare di liquidatori.