Manule Draghetti
Crema, 18 giugno 2026
Gentilissimo Direttore,
in questi giorni sto ricevendo continue segnalazioni e lamentele da parte di tantissimi cittadini di Crema, in particolare dei quartieri di San Bernardino e Castelnuovo, esasperati per il senso di totale isolamento causato dalla chiusura del ponte di via Cadorna.
Le prime misure annunciate in pompa magna a sostegno delle attività economiche si rivelano purtroppo del tutto inutili e insufficienti. Inoltre, non c'è il minimo accenno né per l'immediato né per il futuro, ad aiuti concreti per i residenti di due quartieri così popolosi. Per settimane, mesi o forse anni, queste famiglie saranno costrette a subire uno stress quotidiano inaccettabile e un pesante danno economico, dovuto al maggior consumo di carburante, con i prezzi già alle stelle e alla perdita di tempo prezioso. Quali misure per i lavoratori di questi quartieri che si devono spostare in altre zone della città o per le famiglie con figli che devono andare a scuola senza la possibilità di attraversare il ponte o, ancora, per chi, banalmente, deve andare a fare acquisti necessari oltre il ponte? Per non parlare delle maggiori emissioni per i tragitti più lunghi di tutti i cittadini: sarebbe questa la giunta attenta all’ambiente e ai bilanci economici dei suoi cittadini?
Quattro anni fa i cremaschi hanno scelto, scientemente, di affidarsi a chi aveva già dimostrato, nei dieci anni precedenti, una totale mancanza di visione sul futuro di Crema e la totale incapacità di programmare gli interventi strutturali necessari. A poco servono le lamentele, visto che tutto era già scritto e prevedibile, visti i dieci anni di inerzia precedenti. La democrazia, tuttavia, ha parlato e oggi l'intera città si trova a subire l'inefficienza di una classe dirigente, dal sindaco alla maggioranza, che, tra le altre cose, non ha nemmeno saputo prevedere la chiusura di un ponte strutturalmente compromesso da anni, progettando per tempo l'alternativa prima di arrivare a questo punto. Un collasso annunciato, gestito nel tempo con continui rinvii e “pannicelli caldi” che hanno rasentato il ridicolo, come la segnaletica orizzontale introdotta per distanziare le auto lungo il ponte.
L’unico epilogo dignitoso, come già detto, sarebbe un’assunzione di responsabilità per un’inerzia che oggi paralizza Crema, con le conseguenti dimissioni di massa di questa amministrazione, del Sindaco e di tutti quei consiglieri comunali che difendono l'indifendibile, senza il pudore di ammettere un fallimento totale.
Fra un anno i cittadini avranno di nuovo la possibilità di scegliere: rinnovare il mandato a chi da 15 anni occupa le poltrone del potere politico cittadino con i risultati sotto gli occhi di tutti o svegliarsi da questo torpore per restituire un futuro alla nostra città?
Grazie, cordialmente.
Manuel Draghetti