Calvenzano, 17 luglio 2026

(Annalisa Andreini) Anche quest’anno il ristorante Antica Osteria Tricù di Calvenzano, in piazza Guido  Paglia, ha meritato il riconoscimento Sluurpy 2026 come locale consigliato.

Si tratta di un certificato di eccellenza: ogni anno premia ristoranti, pizzerie e attività di ristorazione, che si sono distinte per l’apprezzamento costante dei clienti e per l’elevata qualità del servizio. È un’onorificenza digitale, che aggrega recensioni e punteggi raccolte da tutte le piattaforme del web, inclusi Facebook, Google e TripAdvisor.

Il ristorante, noto in tutta la Bassa Bergamasca ma anche nel Cremasco, ha una tradizione molto antica.  Era un’osteria, che costituiva un punto di ritrovo per gruppi di amici, che cercavano una cucina casereccia e semplice. 

È stata chiusa per alcuni anni per poi rinascere: nel 2019 è stata rimessa in piedi dalla cooperativa sociale Batrachos (con sede a Cassano), che aveva già gestito con successo un ristorante. 

La presidente della cooperativa, Raffaella Viola Dobner e il socio, lo Chef Emiliano Sesti, hanno risistemato i locali mantenendo lo stile tipico ma anche con un pizzico di eleganza nell’arredamento.  Hanno anche conservato il nome storico del ristorante (in dialetto bergamasco), piuttosto singolare, che secondo le voci del paese richiamerebbe il ricordo di tre signore fisicamente ben disposte, che si occupavano della gestione dell’osteria.

La filosofia del ristorante è improntata sulla qualità delle materie prime e sulla valorizzazione del territorio con piatti della tradizione, ma osando anche con creatività, peculiarità dello chef, che ha una lunga esperienza ai fornelli (più di quarant’anni) in Italia e all’estero. 

I menu, non troppo affollati, seguono la stagionalità e la ricerca di prodotti d’eccellenza locali (e lombardi) come le patate di Martinengo, il burro di malga e i funghi della Valtellina.

Non mancano le paste fresche, tra cui anche i tortelli cremaschi e i risotti come pure le carni, spesso accompagnate dalla polenta e il pesce. 

Tante le proposte anche attente a intolleranze e alternative: vegetariane, vegane, senza lattosio e senza glutine e, dulcis in fundo, i dolci preparati homemade. Irresistibili la torta alle carote (senza lattosio e senza burro) e la profumatissima torta alle mele alla cannella.

I piatti sono presentati in modo meticoloso nella composizione e nell’impiattamento. 

Frequenti anche le serate a tema, per far conoscere ricette (come il Melone retato di Calvenzano e i mondeghili, le famose polpette milanesi, con salsa verde) e tradizioni particolari, anche in collaborazione con Slow food.

“È un grande piacere per noi - ha dichiarato Raffaella Dobner- perché ce la mettiamo tutta e il passaparola è il nostro miglior biglietto da visita, che ci permette di portare avanti passione, tradizione e innovazione. Oltre al riconoscimento Sluurpy siamo stati selezionati anche dal circuito PrimiRistoranti di Vissani”.