Immagine esemplificativa
Cremona, 24 giugno 2026
(Andrea Biraghi) Un uomo di 41 anni affetto da schizofrenia, in una condizione di particolare fragilità, fu massacrato di calci e pugni all’interno di un locale. Per quel pestaggio il Tribunale di Cremona ha condannato Mario, detto Miri, cittadino albanese di 43 anni, a 11 anni e sei mesi di reclusione.
L’aggressione risale al 27 luglio 2024 e avvenne nel bar Antico Borgo, in via dei Cipressi. Il 41enne era entrato per prendere una bottiglia d’acqua e, convinto che alcune persone presenti lo stessero deridendo, colpì uno degli uomini del gruppo. Quest’ultimo non reagì. A scagliarsi contro la vittima furono invece Mario e il fratello Artur.
I due continuarono a colpirlo soprattutto alla testa, anche quando il 41enne cercò di ripararsi contro il bancone e di proteggersi il volto. Il pestaggio durò circa due minuti e provocò conseguenze permanenti: fratture al viso, la perdita di due denti, un grave calo della vista, una placca di titanio alla fronte e alcune viti negli zigomi.
La vittima continua a subire anche le conseguenze psicologiche dell’aggressione. Ha difficoltà a stare in mezzo alle persone, rivive i colpi durante il sonno e non è riuscita a proseguire il percorso di inserimento lavorativo. È assistita come parte civile dall’avvocato Pia Gerevini.
Il pubblico ministero Giannangelo Maria Fagnani aveva chiesto per Mario una condanna a 14 anni. Il 43enne, difeso dall’avvocato Fabio Galli, ha sostenuto di essere intervenuto per proteggere l’uomo colpito per primo, ma il Tribunale ha ritenuto la reazione sproporzionata e ha disposto anche l’espulsione dall’Italia al termine della pena e una provvisionale di 50mila euro.
Per lo stesso pestaggio il fratello Artur, 57 anni, era già stato condannato con rito abbreviato a sei anni e otto mesi di reclusione. Assistito dall’avvocato Doriano Aiolfi, al termine della pena sarà espulso e verserà una provvisionale di 120mila euro in favore della vittima.
Il Tribunale ha infine trasmesso gli atti alla Procura per l’indebolimento permanente della masticazione riportato dal 41enne, circostanza che può aprire un ulteriore procedimento.