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Cremona, 11 giugno 2026
(Andrea Biraghi) La truffa era già riuscita, ma i malviventi hanno provato a tornare alla carica. Dopo quattro bonifici da 49.500 euro ciascuno, per un totale di 198mila euro, hanno chiamato ancora. Questa volta, però, al telefono non ha risposto la vittima, un 55enne affetto da Sla e invalido al 100 per cento, ma un investigatore della Squadra mobile in borghese, che si è finto un vicino di casa e ha mandato all’aria l’ennesimo tentativo di farsi consegnare altro denaro.
Il caso è stato denunciato alla Questura di Cremona dall’avvocata Marilena Gigliotti, legale dell’uomo. La vittima vive con la madre novantenne, che lo assiste quotidianamente. Tutto è iniziato il 4 giugno, quando sul telefono del 55enne è arrivato un messaggio apparentemente inviato da Nexi. Nel testo si parlava di un tentativo di frode in corso sul conto corrente e veniva indicato un numero da contattare.
L’uomo ha chiamato quel numero. Dall’altra parte ha risposto un truffatore, che si è presentato come l’ispettore Gianluigi Baldi della Questura di Cremona. Il messaggio Nexi, però, era falso. E anche l’ispettore Baldi non esisteva.
Da quel momento, secondo quanto ricostruito nella denuncia, è iniziato un pressing quotidiano fatto di telefonate e messaggi. Il falso poliziotto avrebbe convinto il 55enne a seguire una procedura per la messa in sicurezza del patrimonio. Le indicazioni ricevute lo hanno portato più volte in banca, dove tra il 4 e il 9 giugno ha disposto quattro bonifici da 49.500 euro ciascuno.
Il primo bonifico è partito giovedì 4 giugno, il secondo venerdì 5, il terzo lunedì 8 e il quarto martedì 9 giugno. Il denaro è finito su un conto riconducibile a una società immobiliare di Messina. Nella causale era indicato un acconto per l’acquisto di un terreno.
Dopo l’ultimo versamento, i truffatori hanno provato a ottenere altri soldi. Hanno ricontattato il 55enne sostenendo che alcune operazioni non erano andate a buon fine per motivi tecnici e che servivano nuovi bonifici urgenti. A quel punto l’uomo si è insospettito, ha chiamato la banca e ha scoperto di essere stato vittima di una truffa.
La vittima ha quindi allertato il suo legale, che si è rivolta alla Questura presentando querela e un’istanza di sequestro preventivo d’urgenza del conto corrente dell’uomo. Intanto, a casa della madre novantenne e del figlio inchiodato a letto dalla malattia, si è presentato un investigatore della Squadra mobile in borghese.
Quando il truffatore ha chiamato di nuovo sul telefono fisso, l’agente ha risposto fingendosi un vicino di casa. In questo modo ha evitato che i malviventi riuscissero a portare avanti il nuovo raggiro.
Secondo quanto denunciato dal legale, la truffa si è basata su istruzioni minuziose, rassicurazioni continue e un forte condizionamento psicologico. Una dinamica tipica delle frodi telefoniche costruite con falsi messaggi bancari e falsi appartenenti alle forze dell’ordine, ma con un danno economico enorme: quasi 200mila euro sottratti a una persona gravemente fragile.