Recupero da parte della Fipsas
Crema, 13 gennaio 2026
A confermare il buono stato del fiume Serio, il presidente della Fipsas Cremona, Giuseppe Mazzoleni che collabora con il parco del Serio e che dal suo osservatorio può fare una riflessione legata alla qualità delle acque. “Nel territorio cremasco, al di là del lavoro portato avanti negli ultimi anni sul contenimento del pesce siluro, nel Serio ora vi sono specie ittiche di un certo valore, quali per esempio le lasche, che in altri posti sono scomparse. Da Crema verso Castelgabbiano – prosegue il presidente provinciale della Federazione pesca sportiva e attività subacquee e nuoto pinnato – abbiamo un’acqua che ci consente di trovare specie endemiche, quali il vairone, l’alborella, i ghiozzi. Poi, da Crema in giù, ci sono i due fossi che scaricano in zona Colonia Seriana, e l’acqua diventa un po’ più torbida, ma questo allo stesso tempo favorisce anche la presenza di cibo per i pesci. Fin quando troviamo tanto pesce sotto il depuratore, come ad esempio il pigo – conclude Mazzoleni – vuol dire che l’acqua non è di cattiva qualità, il pesce ha bisogno di alimentarsi e, seppur più torbida, l’acqua è ricca di sostanze nutritive”.
Per il presidente Fipsas Cremona invece resta il problema legato alla presenza dei cormorani: “Nelle zone in cui l’acqua è trasparente non troviamo pesci piccoli, sia per carenza di alimentazione, ma soprattutto per i cormorani, perché se il siluro riusciamo a contenerlo e ora sono ricomparsi anche lucci e persici, entrambi predatori che vanno in competizione con il siluro, il quale però è in cima alla catena alimentare, la situazione è diversa per i cormorani. Si tratta di una specie protetta – dice Mazzoleni – esiste anche un piano di contenimento in regione Lombardia, ma per questo territorio non c’è il relativo decreto e fin quando non ci sarà, siamo fermi. Si tratta di uccelli che si alimentano con in media 500 grammi di pesce al giorno e per questo ci sono tratti dove i pesci di piccola e medie taglia non si trovano più”.
In generale, per le condizioni del fiume, il presidente Mazzoleni si dice soddisfatto: “Il Serio è un fiume in buona salute, c’è ancora la presenza di pesci e di pescatori che lo frequentano”, e lo confermano anche gli stessi dati di Fipsas Cremona: una sezione che conta circa 2800 adulti, e circa 450 giovani, equamente divisi tra il cremasco ed il cremonese. Un’attività quella di Fipsas Cremona, che prosegue anche in questi mesi, sempre in collaborazione con il Parco del Serio, tanto da avere la sede proprio presso la Casa di Camperia di Crema: “Ci occupiamo delle immissioni specifiche con specie alloctone, dalla tinca alle carpette – aggiunge il presidente Mazzoleni – ma anche dei recuperi, come quello di qualche giorno fa nella Roggia Comuna, di alborelle, triotti, poi rilasciate nel Serio. Abbiamo le acque in concessione dai vari Consorzi proprio per le attività di recupero della fauna ittica, quando ad esempio le rogge vengono messe in asciutta – conclude Mazzoleni – e noi abbiamo mezzi attrezzati per recuperare e poi rilasciare i pesci nei corpi idrici dove c’è più acqua, Vacchelli, Serio, Tormo”.