Crema, 03 marzo 2026

(Andrea Biraghi) Si è chiuso con un patteggiamento il processo per direttissima celebrato ieri davanti al giudice Elisa Romano nei confronti dell’imputato arrestato lo scorso 7 febbraio 2026 a Lodi dopo essersi introdotto nell’abitazione della sua ex compagna.

Secondo quanto ricostruito in aula, l’uomo, trentenne brasiliano in passato accolto a Crema prima dalla Caritas e poi al rifugio San Martino, si era presentato sotto casa della donna. Non riuscendo ad accedere dall’ingresso principale, aveva infranto una portafinestra utilizzando un mattone ed era entrato nell’appartamento.

Una volta all’interno si era diretto verso il bagno. La proprietaria, accortasi della sua presenza, era riuscita a chiuderlo nel locale e aveva immediatamente chiamato le forze dell’ordine. Gli agenti intervenuti lo avevano trovato ancora nell’abitazione e lo avevano arrestato in flagranza.

In un primo momento l’ipotesi contestata era quella di furto in abitazione. Nel corso del procedimento, però, in seguito alle dichiarazione dell'imputato, il fatto è stato riqualificato in violazione di domicilio aggravata dal fatto di aver distrutto una porta finestra, ma di non aver rubato nulla dall'abitazione.

Il pubblico ministero Antonino Andronico e il difensore, l’avvocato Gian Andrea Balzarini del foro di Cremona, hanno concordato la pena di un anno e quattro mesi di reclusione. L’imputato è detenuto nel carcere di Lodi dal giorno dell’arresto e vi resterà fino al termine imposto dalla sentenza, salvo eventuali concessioni di misure alternative.