Crema, 26 febbraio 2026

(Annalisa Andreini) Un talento in musica tutto cremasco, Nicolò Riboni che ha frequentato per tre mesi la scuola di Mogol.

Come è stato aver conosciuto il maestro Mogol? 

“Un’esperienza bellissima che mi porterò nel cuore”. 

E' Nicolò Riboni, 18 anni, studente al liceo scientifico presso la Fondazione Manziana di Crema, che per tre mesi (da ottobre a dicembre) ha frequentato il Centro Europeo di Toscolano, ad Avigliano Umbro, una scuola prestigiosa nel panorama musicale, che organizza corsi per autori, compositori e interpreti. 

Nicolò ha seguito con successo il corso per autori di testi e, contemporaneamente, si è dedicato agli studi del liceo.

Cosa hai fatto in questi tre mesi di scuola ad Avigliano Umbro? 

“Ho vissuto un’esperienza bellissima sotto diversi punti di vista - ha dichiarato Nicolò - in un posto stupendo, in cui si riusciva a concentrasi e lavorare bene. Ognuno di noi aveva come un autore che lo seguiva. Il mio era Giuseppe Anastasi, che ha lavorato con nomi importanti come Arisa. Ero tra i ragazzi più giovani di tutto il corso e in tre mesi ho imparato moltissimo, confrontandomi con tanti talenti. 

Poter frequentare la scuola di Mogol è stato meraviglioso, come pure ascoltare le sue parole e i consigli. Il percorso nella scuola mi ha aiutato molto a crescere professionalmente. Mogol dedicava circa due ore al giorno a noi ragazzi, dandoci tanti suggerimenti ”.

E proprio lì ha scritto il tuo brano singolo Fragili

“La canzone è nata di getto. Una sera, dopo cena, in un quarto d’ora ho composto le parole del singolo. La canzone, con la musica del pianoforte suonata dal mio compagno di stanza Ottavio Riolo, è stata poi ascoltata da Mogol, che mi ha suggerito alcuni ritocchi prima di pubblicarla. E' possibile vedere il videoclip del brano, girato a Ponte di Legno, sul mio profilo Instagram. Eravamo indecisi sul titolo, tra Origami e Fragili e, alla fine, abbiamo scelto Fragili. Ci sembrava più adatto. Quando ho ricevuto il diploma dalle mani di Mogol, al termine del percorso, dovevamo portare sul palco una canzone come se fosse una tesi finale e io ho portato Quello che vorrei di Francesca Michielin".

Hai avuto da sempre questa passione per la musica?

“Fin da piccolo. Suonavo la chitarra e questo mi ha fatto entrare nel mondo della musica, in cui ora sono completamente immerso. Ho sempre avuto come una sorta di energia dentro, che spesso mi ha portato anche a creare, tant’è che a cinque anni avevo scritto una poesia. Ho frequentato anche il Folcioni di Crema e anche lì è stata una bella esperienza, in cui mi sono confrontato con diversi musicisti, tra cui il chitarrista Enzo Rocco”. 

Cosa rappresenta per te una canzone?

“Ogni canzone per me è un’emozione, che non va mai dispersa. Bisogna sognare, lanciarsi, buttarsi. Durante il mio percorso alla scuola di Mogol ne ho scritte molte ed è stato emozionante essere seguiti da lui”.

Cosa ti aspetti per il futuro? 

“Sto componendo ancora tantissimo in alcuni studi di Milano, Linate e Cinisello Balsamo. Ho già una quarantina di brani pronti, a cui ho lavorato con altri produttori. Questi momenti dedicati alla musica per me sono bellissimi: entrando negli studi è come se il tempo si fermasse, anzi non ci si accorge proprio che passa”.