La passerella crollata
Crotta d'Adda, 24 febbraio 2026
(Andrea Biraghi) La passerella ciclopedonale tra Crotta d’Adda e Maccastorna dovrà essere smantellata dopo il cedimento di tre campate avvenuto nell’arco di pochi giorni. Prima un primo crollo, poi un secondo, infine il collasso definitivo di un terzo tratto precipitato nel fiume: un cedimento progressivo che ha reso inevitabile la demolizione e la messa in sicurezza dell’area.
Il crollo ha sollevato preoccupazioni anche per una tragedia sfiorata. La struttura non era ancora completata: mancavano la posa dell’asfalto grezzo e del tappetino d’usura e gli operai sarebbero dovuti salire nuovamente sulla passerella per ultimare i lavori. Il cedimento è avvenuto prima di questo intervento. Se si fosse verificato durante le operazioni di completamento, le conseguenze avrebbero potuto essere ben più gravi.
L’opera, inserita nel progetto della ciclovia VenTo e finanziata con risorse pubbliche per un intervento complessivo di circa 4 milioni di euro, era ancora in fase di realizzazione e non aveva completato il collaudo tecnico. Il fatto che il collasso sia avvenuto in più fasi ha acceso interrogativi sulla tenuta strutturale e sulle modalità di esecuzione.
Sul fronte giudiziario sono in corso accertamenti: oltre alla procura di Lodi, risulta aperto un fascicolo anche da parte della procura di Cremona. L’area è stata sottoposta a verifiche per ricostruire cause e responsabilità del cedimento.
L’Agenzia interregionale per il fiume Po (Aipo), soggetto attuatore, ha avviato le verifiche tecniche e dovrà ora definire tempi e modalità dello smantellamento. Il cedimento non ha causato feriti, ma la dinamica e le tempistiche rendono evidente la delicatezza della situazione e la necessità di un'indagine.
La passerella doveva rappresentare un collegamento strategico per la mobilità dolce lungo l’Adda. Oggi diventa invece un caso che intreccia sicurezza, responsabilità e gestione delle opere pubbliche.