Soncino, 19 maggio 2026

(Gianluca Maestri) Da Orzinuovi, e Soncino, alla Croisette. I fratelli Mikel e Klaudio Hila, 31 e 36 anni, presentano in questi giorni al Festival del cinema di Cannes il loro cortometraggio Daig-Flames: sarà proiettato domani nell’ambito della sezione collaterale del Festival, denominata Marche du Film Corner

C’è anche un bel po’ di Soncino in quest’opera. Intanto Mikel Hila nel borgo ci abita da qualche tempo. Poi c’è la location, dato che Flames è stato interamente girato al Gold Roger Pub di via Cavagne 8. E poi c’è lei, Cisky, al secolo Francesca Lorenza Guarneri, la body painter che ha creato gli effetti speciali dipingendo i corpi dei personaggi. Meglio, molto meglio così che non l’intelligenza artificiale.

Per i fratelli Hila poter portare Flames a Cannes rappresenta un risultato eccezionale, frutto di tanto lavoro e di una passione per la settima arte che entrambi hanno coltivato sin da piccoli, a Orzinuovi, paese di cui sono originari. Le prime recite con la locale compagnia Qdv, gli studi presso due importanti accademie, le prime opportunità di lavoro, con Klaudio che è fra gli attori protagonisti di Station Horizon, (serie Tv targata Netflix-Svizzera dove interpreta il personaggio di Elvis Behrami), le rassegne teatrali, persino la creazione di una loro casa di produzione indipendente, la Tokes Production. Fino allo scoppio della pandemia.

“Per chi viveva di arte come noi -racconta Mikel-, il Covid è stato devastante. In quel periodo, fra le mura di casa nostra, abbiamo scritto tanto: Klaudio addirittura un film della durata di un’ora e mezza, io ho portato avanti il progetto Daig, acronimo che sta per Dipartimento Anime in Giudizio, che poi con mio fratello e con l’aiuto degli sceneggiatori Francesco Bianchessi ed Elisa Franzelli siamo riusciti a sviluppare facendolo diventare una vera e propria saga sci-fi, un vero e proprio universo incentrato sul tema della soprannaturalità che tocca tematiche religiose, geopolitiche, ambientalistiche, sino ai miti e alle credenze popolari e al mondo dei medium”.

Il primo estratto da Daig, un corto di 14 minuti (stessa durata di Flames) è stato iscritto negli anni scorsi a tre festival negli Stati Uniti aggiudicandosi ben sei premi complessivi fra Los Angeles e l’Arkansas. Adesso la tappa più importante, nella prestigiosissima vetrina di Cannes dove Flames verrà proiettato fuori concorso in una selezione ristretta di opere (ed è già un successo, questo) con la possibilità di mostrarne le potenzialità. L’auspicio è proprio quello: che Daig possa trovare finanziatori in grado di lanciarla su vasta scala. Due le ipotesi: una serie tv composta da due stagioni da dieci episodi ciascuna oppure una saga articolata in sette film che possa approdare sulle più importanti piattaforme.