Crema News - Il sale della terra Don Natale Grassi Scalvini

Cremasco, 08 febbraio 2026

V Domenica Ordinaria A​ ​

 La Parola: ​​Sof 2,3; 3,12-13  Sal 145 1Cor 1,26-31 Mt 5,1-12

 Dal Vangelo secondo Matteo​Mt 5,13-16

 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

Parola del Signore

 

(Don Natale Grassi Scalvini) La penultima insalata che mi son preparato mi era sembrata un po’ insipida e allora nell’ultima ho aggiunto un po’ più di sale. Troppo. Quindi ho fatto un po’ fatica a finirla. Dobbiamo riconoscere che di sale ne basta proprio un pizzico per dare sapore alle cose.

Non so se il Signore, proponendoci di essere il sale della terra, pensava proprio a questa caratteristica così peculiare, ma certamente tra le varie proprietà del sale, interessanti come termine di paragone della parabola, questa è una delle più significative. Mi pare che rappresenti molto bene la situazione nostra e di tanti cristiani che conosciamo: siamo davvero poca cosa di fronte al mondo e soprattutto ciascuno di noi si sente incapace o comunque non in grado di poter essere un testimone coerente e credibile della fede di fronte al mondo intero. Così Gesù con molta semplicità ci rivela che in realtà non dobbiamo essere già santi e perfetti, pieni di tutte le grazie e capacità umane e spirituali per poter essere annunciatori del vangelo. Anche se siamo consapevoli di essere poca cosa e di non poter certo cambiare il mondo intero, possiamo essere tutti quel pizzico di sale che riesce a dar sapore e valore a tante persone e cose attorno a noi.

Così come succede anche per andare in montagna; per raggiungere le vette più alte e importanti non è necessario essere dei grandi scalatori, la cosa più importante è amare la fatica e il sudore: pian piano si arriva in cima.

 L’altra caratteristica del sale che il Signore Gesù aveva presente nel proporre questa parabola è legata all’altro esempio che porta, la luce. Come spesso succede ed è questa una attenzione tipica dei maestri antichi e quindi utilizzata anche da Gesù, vengono presentate due situazioni molto distanti tra di loro proprio per suscitare un ampio spettro di riflessioni. Come infatti l’esempio della luce viene proposto in quanto questa non può essere nascosta anzi è proprio lei che rivela tutte le cose e permette di conoscere tutto in modo chiaro e ben visibile, così il sale dona tutto il suo sapore solo quando si scioglie e sparisce diluito e disperso nelle pietanze o nell’acqua. 

Ovvio quindi che il nostro impegno di vivere con coerenza il vangelo deve da una parte essere come lo splendore della luce, così che tutti possano vedere le opere della nostra fede, per poter rendere gloria a Dio e interrogarsi anche sulla verità della sua presenza del mondo, testimoniata dal nostro stile di vita. Ma nello stesso tempo dobbiamo saper agire come il sale, nel nascondimento e nella totale umiltà di chi compie il proprio dovere senza mettersi in mostra in modo esteriore ma preoccupato soprattutto di dare valore e sapore alle cose e alle persone dall’interno.

Ancora una volta possiamo dire che Gesù ne ha per tutti, richiamando da una parte chi pensa solo alla esteriorità dei segni e delle tradizioni religiose come se tutto dipendesse da quanto riusciamo a farci vedere e sentire, magari anche in modo rumoroso, e dall’altra chi è talmente convinto di dover operare nel nascondimento e nell’umiltà così da rischiare di passare inosservato e incapace di incidere in una società che effettivamente ha fatto della visibilità e dell’esteriorità l’unico modo valido di rapportarsi tra noi. In realtà non siamo chiamati a scegliere se essere più sale o più luce ma bensì un po’ tutte e due. In certe situazioni può essere più giusto proporsi con tutta l’esteriorità e pubblicità possibile, soprattutto in certi ambienti, non ultimo quello digitale, dove ciò che conta è soprattutto l’immagine esteriore che mostriamo di noi. In altri momenti, specialmente quando si tratta di aiutare qualche persona, amico, familiare o conoscente a entrare un po’ più in amicizia e confidenza con Dio, è opportuno dare il nostro contributo proprio sciogliendoci in umiltà come il sale lasciando che la nostra testimonianza e la parola di Dio lascino un segno nel profondo e nell’interiorità più nascosta. Gesù ci lascia dunque campo libero, l’importante è sentirci tutti ingaggiati a portare la sua parola e la sua presenza nel mondo