Crema News - Crema - Lettera aperta al Dg dell'ospedale Simone Beretta

Crema, 14 aprile 2026


Al direttore generale dell'ASST di Crema, dott. Cominelli

Egregio Direttore Generale, 

ritengo un dovere scriverle dopo aver trascorso una decina di giorni in Cardiologia per un arresto cardiaco. 

Mi ritengo un "miracolato" avendo avuto la fortuna di essere stato immediatamente trattato da persone competenti e da medici, tra cui un medico rianimatore, presenti sul posto in comune di Crema dove ero presente per una riunione politico amministrativa. 

Le premetto che non mi metto a fare il tuttologo fingendo di capire di medicina. Diventerei un estroso inopportuno. 

Semplicemente sono a esternarle di avere vissuto un'esperienza in un ambiente come quello della cardiologia professionalmente elevato, adeguato agli scopi, sereno, tranquillo e con una sensibilità verso il paziente che non può che essere solo il frutto di una direzione illuminata del "reparto", ordinatamente e sensibilmente definita dal suo primario, ma perché a vincere è una squadra che 

non esclude ogni altra responsabilità verso il risultato. 

Questo è quanto io ho osservato e constatato. 

Ho potuto apprezzare a cascata le responsabilità professionali di ciascuno, ognuno per il ruolo che gli compete. La mia esperienza mi fa dire che dobbiamo andare orgogliosi del "nostro" ospedale e credo che il territorio possa e debba non solo sostenerlo ma lo debba aiutare a "caratterizzarsi" sempre di più sostenendo i tanti ambiti di eccellenza che lo qualificano e ad essere in rapporto sinergico con altri ospedali che per le loro di eccellenze possono completare al meglio il percorso della guarigione del "nostro" paziente. 

Credo anche che il territorio possa molto e quindi fare di più in termini di proposta a favore della medicina preventiva, ma con coraggio deve passare dall'affermazione del principio alla sostenibilità economica di progetti condivisi che si possono mettere in campo e che tanto potrebbero far risparmiare al Sistema Sanitario Nazionale. È riducendo, ad esempio, l'incidenza di malattie croniche e cardiovascolari che si abbattono i costi di ricoveri e cure. 

Con un vantaggio a cascata anche per i nostri ospedali. 

Non dobbiamo chiedere solo a Regione e Stato di fare la loro parte. Se possibile facciamo la nostra parte aiutando Regione e Stato là dove limiti economico finanziari non consentono di raggiungere in fretta i risultati e gli obiettivi che si conoscono e che ci si prefigge di raggiungere. Facciamo la nostra parte per aiutarli ed aiutare più nello specifico il nostro Ospedale a risparmiare risorse da reinvestire in tecnologie avanzate e nuovo personale. Facciamo in modo, ad esempio, che l''eccellenza del reparto di cardiologia del nostro ospedale non solo la mantenga ma che addirittura la migliori con tecnologie e personale sempre professionalmente all'avanguardia, quindi con carichi di lavoro normali che consentano anche di impegnare del tempo alla conoscenza, alla ricerca e alla proposta. Ma per fare tutto questo la comunità non può più chiamarsi fuori, bensì deve mettere in campo proposte di prevenzione e investire su di esse. Si aggiungano a quanto hanno fatto mirabilmente Istituzioni e soggetti privati che donando attrezzature all'avanguardia consentono all'Ospedale di investire risorse per altre attrezzature altrettanto all'avanguardia. 

Il futuro non potrà che essere ancora più positivo se anche, soprattutto nel nostro caso, la comunità cremasca tutta, pubblica e privata, si impegnerà sinergicamente ad offrire soluzioni che mettano l'ospedale nella condizione di perseguire al meglio i propri obiettivi per una offerta ai pazienti sempre più all'altezza dei tempi. Non aspettiamoci che sia solo lo Stato o la regione a risolvere i problemi. Facciamo la nostra parte. Molto potrebbe il rafforzamento della prevenzione. I comuni investano però risorse in questo settore. I vantaggi in termini di risparmio da parte dell'ospedale sarebbero significativi a tutto vantaggio dei suoi pazienti. 


Simone Beretta

(A sua disposizione se servo).