Crema News - Spino d'Adda - Nove anni per un'assoluzione Riccaboni davanti alla sua farmacia

Spino d'Adda, 09 luglio 2026

(Andrea Biraghi) Si è chiuso con un’assoluzione piena il processo per la rapina alla farmacia di Paolo Riccaboni, ex sindaco di Spino d’Adda. Dopo nove anni dai fatti, i due imputati sono stati assolti per non aver commesso il fatto.

La rapina risaliva al 2 febbraio 2017. Un uomo con il volto coperto era entrato nella farmacia, aveva raggiunto la cassa e si era fatto consegnare il denaro. Il bottino era stato di circa 2100 euro. Riccaboni, che si trovava al piano superiore, aveva sentito il trambusto ed era sceso tentando di inseguire il rapinatore, riuscendo a vedere l’auto usata per la fuga.

Proprio da quella vettura erano partiti gli accertamenti. L’ex sindaco era riuscito a memorizzare solo due lettere della targa di una Fiat Punto grigia. Da lì gli investigatori erano arrivati a un’auto ritenuta compatibile e collegata al padre di uno degli imputati. Un elemento che aveva portato il fascicolo fino al processo, ma che alla fine non è bastato per reggere l’accusa.

Nel corso del dibattimento sono emersi diversi punti deboli. Le immagini della video sorveglianza non hanno consentito un’identificazione chiara del responsabile, mentre non è stato possibile stabilire con certezza chi fosse alla guida dell’auto indicata dopo la fuga. Anche le perquisizioni non avevano portato al ritrovamento del denaro, di abiti o di altri elementi riconducibili direttamente al colpo.

A chiedere l’assoluzione è stato anche il pubblico ministero Giannangelo Maria Fagnani, ritenendo insufficienti le prove raccolte. La linea delle difese, sostenuta dagli avvocati Monica Nichetti e Francesco Ciceri Contoli, si è concentrata proprio sulla mancanza di riscontri certi e sull’impossibilità di attribuire ai due imputati la rapina.

Per i difensori, il procedimento è rimasto segnato più dai sospetti iniziali che da prove solide. Il collegamento con l’auto, le immagini poco nitide e l’assenza di elementi trovati nelle abitazioni non hanno permesso di superare il dubbio sulla responsabilità dei due uomini.

A nove anni dalla rapina, il processo si è quindi concluso con l’assoluzione piena.