Spino d’Adda, 21 aprile 2026
(Gianluca Maestri) Sono iniziati, su incarico della Provincia, i lavori di posa dell’autovelox lungo la Paullese.
Le telecamere sono state collocate all’altezza dello svincolo di Spino Est, non dove avrebbe voluto l’amministrazione comunale che aveva chiesto il posizionamento dello strumento poco prima del ponte sull’Adda, dove la Paullese da quattro diventa a due corsie. Quindi, lì è del tutto inutile per cercare di limitare la velocità da chi va verso il ponte sull'Adda o ci arriva.
Lì sì che, secondo il sindaco il sindaco Enzo Galbiati, l’apparecchiatura avrebbe potuto indurre gli automobilisti in transito a ridurre la velocità limitando i pericoli alla circolazione. Non dimentichiamo infatti, che in quel punto del territorio spinese si sono verificati diversi incidenti, alcuni anche con conseguenze mortali.
Nulla da fare, però perché secondo il codice della strada non è possibile installare un autovelox fisso in un punto dove il limite di velocità non è costante da almeno un chilometro in entrambe le direzioni e in prossimità della fine del raddoppio della Paullese e del ponte sul fiume questo limite cambia più volte. Ecco dunque la soluzione obbligata, ma dl tutto inutile, a due chilometri dal ponte stesso.
“Da quando ho saputo che l’autovelox non sarebbe stato installato prima del restringimento della Paullese - ha spiegato Galbiati - ho sempre detto che, altrove, secondo noi non sarebbe servito a nulla se non a fare cassa. Per noi l’autovelox nei pressi del ponte avrebbe contributo a ridurre la pericolosità di quel tratto di Paullese. Ci è stato detto che non ci sono le condizioni di legge. Non ci sono perché non le si è volute creare. Sarebbe bastato spostare i limiti di velocità e si sarebbero creati i presupposti per l’installazione dove sarebbe servito, invece installarlo allo svincolo di Spino Est è la stessa cosa che installarlo a Bagnolo o a Vaiano”.
(Dir) C'è però una soluzione semplice ed economica: mettere un rondò alla fine della corsia a senso unico di marcia. La soluzione che costa poco, si fa in tempi ragionevoli e rimette in gioco ristoranti e distributore, oggi tagliati fuori. Inoltre, chi ci arriva è costretto a rallentare o ci finisce sopra, con poche conseguenze per sé e nessuna per gli altri. Ma si sa, le soluzioni che costano poco non trovano quasi mai spazio. In attesa del raddoppio del ponte (38 milioni di euro salvo ulteriori aumenti), perché non provare? Ah, un'altra cosa: non si pensi che il raddoppio del ponte contribuisca a far diminuire la velocità a chi vi transita.