Immagine esemplificativa
Crema, 20 aprile 2026
Clamoroso errore di un giovanissimo truffatore di 19 anni: si spaccia per maresciallo della Guardia di Finanza e avverte un'anziana che il marito è implicato in una rapina a una gioielleria di Crema. Peccato che l'uomo sia morto da dieci anni. Da lì è partita un'operazione che ha visto cittadini e carabinieri alleati e ha portato all'arresto del 19enne.
Succede nella mattinata di giovedì che un'anziana venga chiamata al telefono. Dall'altro capo una persona che si dice maresciallo della Guardia di Finanza che avverte la donna che in città è stata fatta una rapina ai danni di una gioielleria e che i banditi sono fuggiti su un'auto che, dalla targa, risulta essere del marito. Peccato che il marito in questione sia morto da dieci anni e non abbia auto ancora intestate. Poco dopo la donna riceve una chiamata sul cellulare, stavolta a nome di un carabiniere (falso) il quale conferma la rapina e i sospetti. Lei lo tiene a lungo al telefono e intanto avverte una vicina di quanto sta succedendo.
Alle 13.30 suona al campanello dell'anziana una persona che dice di essere l'inviato del carabiniere, che è al telefono e che deve ritirare l'oro che la donna ha in casa per confrontarlo con i gioielli rapinati. La donna chiede aiuto al vicino e quando questi arriva, il truffatore capisce di essere stato scoperto e tenta la fuga spintonando la persona che gli pone davanti. Nel frattempo arriva una pattuglia di carabinieri ai quali era stata data la descrizione precisa del giovane. In breve i militari raggiungono il 19enne mentre sta cercando di dileguarsi nelle vie della città.
Il giovane bandito viene portato in caserma e identificato. E' residente fuori regione ed è incensurato.
Dopo due notti passate in guardina, il giovane è portato in tribunale dove un giudice ha convalidato l'arresto e mantenuto in carcere il 19enne fino al momento del processo.