Crema News - Crema. Noi, maturi del Galilei I maturi eccellenti dell'istituto Galilei

Crema, 14 luglio 2026

(Dario Dolci) Il diavolo? “Meno brutto di quanto ce lo avessero dipinto”. 

La nuova formula? “Con due materie in meno da studiare è meglio, ma le domande però sono state più approfondite”.

La struttura dell’esame? “Forse andrebbe un po’ corretta, soprattutto nella fase iniziale della presentazione, concedendo più tempo”.

I voti finali di ciascuna classe? “Mediamente rispecchiano il valore reale, ma ci sono state delle eccezioni”. 

A rispondere alle domande sulla nuova Maturità sono stati gli studenti migliori dell’istituto Galilei, quelli che hanno preso 100 e lode e quelli da 100. In totale 28, molti dei quali questa mattina si sono prestati a commentare la loro esperienza nell’ufficio della dirigente scolastica Paola Orini, presente anche la collaboratrice Silvia Severgnini. I maturi da Lode sono stati Filippo Gnocchi, Margherita Trenta, Federico Turotti, Lorenzo Poletti, Linda Castelli, Cristina Denti, Gabriele Gualeni, Francesco Tessadori, Lucia Perotti e Marta Serina. Quelli diplomati con 100,  Daniel Isaia Cavallanti, Alberto Constantin Hapca, Matteo Artifoni, Alessandro Daccò, Giorgia Masseroli, Simone Fusar Bassini, Andrea Parolari, Filippo Trabattoni, Gabriele Azzini, Marco Mussi, Lorenzo Paladini, Mirko Guastaldi, Riccardo Comandulli, Daniele Manara, Cristian Di Grande, Nicole Fontana, Nicholas Cerri e Matilde Moschetti.

Uno dei problemi principali per tutti è stato appunto quello di capire la nuova articolazione dell’esame.

“L’abbiamo compresa solo al momento della simulazione fatta dai nostri docenti. L’orale è stato strutturato in maniera diversa rispetto agli anni precedenti. Dobbiamo però dire che la preparazione viene testata meglio con domande secche”.

Concorde su quest’ultimo punto anche la preside Paola Orini: “Preferisco la formula nuova. Le domande danno più serietà all'esame. Vanno però fatti alcuni aggiustamenti”.

Tra questi, i ragazzi hanno indicato il punteggio: ”Decidere in soli due giorni il 50 per cento del voto finale rischia di non rispecchiare il valore del candidato. Tuttavia, crediamo che l’esame di maturità abbia ancora un senso. È la giusta chiusura di un percorso di cinque anni e poi ti insegna a metterti alla prova”.