Crema, 17 giugno 2026
Non si arresta il flusso di donazioni alla Cattedrale, e stavolta l’opera è molto importante sia per la sua fattura che per l’utilizzo cui verrà destinata. Si tratta di una campana, dal diametro di 25 centimetri e un peso di circa 10 chili, che reca impressa la data 1719. Non vi è una firma. In Duomo è arrivata ieri mattina per volontà degli eredi di Domenica Raimondi, mancata lo scorso anno: era lei a custodirla sul pavimento della propria abitazione di Via Matteotti a Crema, dopo che il bronzo era stato rimosso dalla collocazione originaria, la Villa Merico Merlo Creppi di Belgiojoso in Senago (MI), di cui il marito era comproprietario. Un quadretto, donato insieme al bronzo e ora esposto accanto a esso, rappresenta proprio questa dimora storica. “Non appena ricevuta conferma della donazione – spiega Marcello Palmieri, presidente del Consiglio di Amministrazione della Cattedrale – abbiamo ragionato su quale fosse il miglior modo per valorizzare l’opera. Così, abbiamo da subito ipotizzato di non musealizzarla a terra, ma di farla letteralmente rivivere montandola sul campanile, e mettendola nelle condizioni di emettere di nuovo i suoi rintocchi”. Immediato l’assenso e la gioia degli eredi, Gian Luigi Raimondi, Cecilia Maria Bertolotti, Patrizia Raimondi, Mauro Bressani e Bartolomeo Bertolotti. Ed ecco un fatto che pochi conoscono. “Una domenica di gennaio – racconta Palmieri – alla chetichella abbiamo portato per prova il piccolo bronzo in cella campanaria, dove un nostro collaboratore l’ha percosso più volte dall’esterno con un battaglio. Nel frattempo, un altro ausiliario ha registrato in audiovideo i rintocchi dalla piazza e dalle vie vicine. Per farla breve: il suono è apparso da subito molto rotondo, pastoso e leggero nello stesso tempo, come spesso accade per campane così piccole e così antiche”. Confermata dunque la scelta di montare la campana in torre, si è avviata la pratica per la Soprintendenza, che nel giro di poco tempo ha espresso parere favorevole. A questo punto, il bronzo è stato trasferito presso la Sabbadini Campane di Fontanella (BG), dove è stato restaurato, e dove gli è stato realizzato un telaio di sostegno con relativo motore, da collegare all’impianto di automazione già esistente per le altre sette campane della Cattedrale. Inoltre, sono stati previsti i meccanismi anche per il suono manuale, come per le altre campane del concerto.
Da oggi, l’opera è esposta in Duomo, presso l’ingresso principale, e durante la Messa delle 18.30 di domenica 28 giugno – vigilia della solennità dei santi Pietro e Paolo – sarà benedetta dal parroco, don Angelo Frassi. Poi salirà definitivamente sul campanile, dove rintoccherà brevemente, da sola, cinque minuti prima dell’inizio delle celebrazioni. “Così facendo – spiega Palmieri – saranno annunciate anche le Messe d’orario che, secondo la tradizione del nostro Duomo, non prevedono i rintocchi delle altre campane della torre (quella delle 10, che si celebra ogni giorno, e quella festiva delle 9)”. Una curiosità: questo bronzo diventerà il più antico del campanile, perché il concerto delle sei campane principali, firmato da Domenico Crespi, porta la data del 1753, e la settima campana, detta “del Capitolo”, anch’essa pensata per suonare da sola (attualmente suona ogni giorno feriale alle 7.45, per annunciare la Messa dei canonici), risale al 1828 ed è opera di Andrea Crespi. “Proprio per questa ragione – spiega il presidente del CdA – abbiamo deciso di montare il bronzo di nuova installazione senza contrappeso, secondo l’uso antico vigente sino a inizio Settecento, detto “a slancio”: in pratica, mentre per tutte le altre nostre campane il battaglio impatta a ogni oscillazione sul lato basso, in quest’ultimo arrivato batterà su quello alto, generando rintocchi argentini e veloci”. L’opera, dunque, si inserirà a pieno titolo nel progetto di musealizzazione della torre, voluto dal Rotary Club Crema, che verrà definitivamente inaugurato il prossimo settembre. Dopo la benedizione di domenica 28 giugno, il nuovo strumento musicale salirà definitivamente in torre. Il suo servizio inizierà poi nei primi giorni di luglio, quando il panorama sonoro del centro storico si arricchirà di una nuova voce. Palmieri parla di “operazione storica per la Cattedrale”, e ringrazia gli eredi della signora Raimondi “per il doppio atto di sensibilità compiuto nei confronti del nostro Duomo: quello di donare la campana, e quello di accettare che venisse montata sul campanile”. Ma non solo: il presidente del CdA ringrazia anche l’amica Martina Baldrighi, che ha messo in contatto gli eredi con la Cattedrale. “Senza di lei – scandisce – nulla sarebbe accaduto”.